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Ho trovato l'amore tra i presepi di San Gregorio Armeno e le pizze dei Fratelli Cicciolo


E' in quei momenti in cui ti vedi solo, affacciato ad una finestra, che ti accorgi di ciò che è stato e di quel che può essere in futuro. Ti vedi tutto il mondo davanti, sembra che tu sia solo di fronte a quel lungo sentiero alberato che è il percorso di vita che hai intrapreso fino ad ora. Alzi gli occhi al cielo e vedi le stelle.
 Ti aspetti di vedere una stella cadente per esprimere il desiderio di arrivare dove ancora non sei arrivato, ma quella stella non è ancora caduta perché quella che ti farà realizzare tutti i tuoi desideri sei tu stesso; è però più forte di te e continui a non perdere la speranza che una sera, affacciandoti alla finestra, possa cadere finalmente una stella per aiutarti ad esprimere il tuo più recondito desiderio e cosi, nell'attesa di quella stella che ti possa cambiare la vita, decidi di custodire gelosamente quel desiderio nelle tasche del cuore e dell'anima e decidi di non rivelarlo a nessuno. Lo rivelerai solamente alla Luna che ogni sera ti farà compagnia aspettando quella stella.
Potrebbe però capitarti di affacciarti alla finestra di giorno e vedere già una grande stella: il Sole; eppure nemmeno quest'ultimo è capace di colmare il vuoto che hai dentro causato dalla mancanza della stella  che tanto aspetti.
Allora che fai? Per ingannare il tempo inizi a fare tante cose, inizi a scrivere tanti pensieri a volte coerenti e razionali e altre sconnessi, provi a disegnare ciò che tu vorresti che quella stella facesse per te; poi provi a trasformare in realtà quei pensieri sconnessi attraverso ciò che hai disegnato, fino a creare qualcosa di così bello che nemmeno ti aspettavi e che ti donerà la pazienza di aspettare  il grande giorno, quello in cui sarà una stella ad affacciarsi alla finestra e a trovare te che diventerai la sua stella cadente.



Dalle parole che mettono per iscritto digitalmente i pensieri che attraversavano la mia mente nel 2007, si capisce che parlavo della perenne ricerca di un dardo che mi colpisse il cuore: la mia anima gemella. 
Era una sera di metà novembre quando nacque "La Stella della Vita". Sorseggiavo una birra chiara dal sapore dolce che ben si sposava con la pizza che stavo mangiando presso Fratelli Cicciolo, una pizzeria all'angolo di via Tribunali a Napoli, seduta ad un tavolino praticamente collocato in strada insieme a tanti altri. 
Napoli, la mia Napoli, io l'ho sempre amata perché l'inverno arriva anche qui, ma ci alberga davvero per pochi mesi; fatta salva qualche annata eccezionale dove arriva persino a nevicare, il gelo qui fa battere i denti solo da dicembre a febbraio. 
Avrete capito che stavo consumando la mia pizza margherita con provola e cicoli completamente da sola. Non che io non avessi spasimanti, sia chiaro. Quando però dovevo mangiare la pizza, preferivo stare da sola. Vedete, c'è chi ama rilassarsi con un massaggio, ascoltando la relax music oppure con altre scelte alternative. La pizza è il mezzo che mi da lo sprint giusto per affrontare qualsiasi cosa, soprattutto quando si tratta di parlare con me stessa. 
La pizza è come se fosse mia amica. La mozzarella o la provola quando si sciolgono in bocca, mentre quel filo d'olio d'oliva, misto alla giusta acidità del pomodoro, mi scendono nella gola come un fiume in piena, come una diga che scoppia all'improvviso, i pensieri corrono veloci nella mia mente.
La birra? Beh, non sono abitudinaria,  ma mi serviva quella sera. Avevo bisogno di guardare la vita scorrere attraverso i luppoli. 
Tornando a noi, quella sera riflettevo proprio sull'amore, sulle cronache rosa della mia esistenza. Parecchie persone mi passavano davanti ed era proprio questo che amavo e che amo fare a tutt'oggi. Madri, figlie e sorelle passeggiavano e chiacchieravano dell'antipasto di Natale da preparare. Pare fossero tutte in cerca di una ricetta alternativa. Per quel che mi riguarda, vinceva e vince il tronchetto di Natale a fine pasto. 
Mentre mi accingevo a chiamare un cameriere per chiedere il conto, fui attirata da una stella rosa luccicante. Abbagliava letteralmente la vista. Sembrava quasi il logo di una nota marca di bevande a base di agrumi. Era in  realtà la stampa della maglietta di un ragazzo che pedalava affannato e irrigidito. Mi stava venendo la malsana idea di mettergli uno sgambetto, ma non lo feci perché non lo meritava. Non potevo sfogare la mia solitudine su qualcuno che nemmeno conoscevo. 
Il fato volle che quel ragazzo fermasse la bicicletta proprio davanti alla pizzeria dove stavo consumando la mia cena. Apparteneva allo staff e gli era finita la benzina nel motorino della consegna pizze. Ecco perché era rigido e affannato. Temeva un rimprovero. Fortunatamente il suo datore di lavoro era estremamente gentile e comprese le sue condizioni. Quando pagai il conto, l'uomo mi chiese se potevo aiutarlo a cercare il motorino o perlomeno avvisarlo se lo avessi visto.  L'ingenuo ragazzo con la stella rosa luccicante lo aveva lasciato incustodito. 
Banalmente, la direzione che dovevo prendere era proprio quella dalla quale stava ritornando il ragazzo. Facemmo la strada insieme. Argomenti per conversare non mancarono. Tutto il percorso era rallegrato dalle prime luci natalizie e dai meravigliosi presepi che ci apparivano davanti passo dopo passo fino a portarci a San Gregorio Armeno.




Complice forse l'imbarazzo della situazione, rimasi colpita da quelle immagini come se fosse la prima volta che le vedevo. Chissà, pensai, forse è perché passeggio con un uomo accanto a me. Ho infatti dimenticato un particolare. Vista la descrizione starete pensando che si trattava di un piccoletto. Invece no. Il ragazzo aveva venticinque anni o qualcosa in più. Eravamo coetanei. 
Non siate maliziosi, vi prego. Pensieri del genere non stavano occupando la mia mente. Dico soltanto che mi faceva quasi piacere di aprire le prime passeggiate natalizie in compagnia di qualcuno. Se proprio volete immedesimarvi in quella situazione, immaginate che a fare da colonna sonora ci fosse That's amore  e che i battiti del nostro cuore suonassero come le campane che annunciavano l'inizio di un amore senza confini. 
Quando arrivammo nel cuore di San Gregorio Armeno, trovammo un argomento simpatico: il gossip. Ad ispirarci furono i pastori dei presepi che rappresentavano alla perfezione personaggi pubblici nazionali e internazionali. Chiacchierammo su questo e quest'altro motivo che poteva o meno rendere celebre una persona e, gira e rigira, dimenticammo completamente di essere in cerca del  motorino da asporto. 
Il profumo di dolci da forno pizzicò i nostri nasi e lui mi offrì una sfogliatella frolla con un buon caffè del nonno con tanto di crema. Lo accettai con la spontaneità che caratterizza i salti di un petauro dello zucchero. 
A riportarci alla realtà fu un chioschetto di pizze a portafoglio a pochi euro che ci indusse a rimetterci in cerca del motorino da asporto. Ci incamminammo in un vicoletto che portava nelle adiacenze di Piazza San Domenico Maggiore. Un piccolo scorcio illuminato da vetrine dove erano esposti i manufatti artigianali delle sartorie gestiste da stilisti emergenti. In bella mostra  c'erano borse, abiti vintage, cappelli, guanti e qualche monile. Da quelle parti la mattina c'erano dei simpatici mercatini di Natale dove a buon prezzo si potevano trovare tante idee regalo. 
Finalmente arrivammo dove era stato parcheggiato il motorino.  Lo trovammo e, per quanto sopra ci fosse una multa, lo trainammo verso la pompa di benzina più vicina e, come un principe e una principessa a cavallo, corremmo verso un castello fatto di forno a legna e pizze. 
Il vento che soffiava tra i miei capelli sembrava quasi profumare di struffoli, le luci colorate di alberi da addobbare e quelle che  illuminavano i primi presepi mi riempivano il cuore di gioia. Conoscevo appena quel ragazzo, ma ero felice. Pensare che gli volevo mettere uno sgambetto! Giunti in pizzeria, fece presente al suo datore di lavoro la mia gentilezza e fui premiata. Indovinate come? Con pizza offerta tutte le sere per una settimana a seconda del menù, che potevo combinare a mia scelta con le specialità tipiche.



Ora, alle soglie della fine del 2015, sono di nuovo seduta allo stesso tavolo con l'uomo che ha colorato il mio natale e la mia vita donandomi la felicità. Io l'ho ricambiato con un altro dono che nascerà nel 2016.  Nel frattempo gustiamo una pizza con salsicce, friarelli e provola. Una vera goduria. 
Se passate da queste parti non potete non mangiare la pizza dai Fratelli Cicciolo; inoltre, nel periodo natalizio si possono assaggiare gratis antipasti veloci e sfiziosi da consumare come zeppoline di alghe, montanare, frittura di pesce e frittatine. Tutto rigorosamente in un tipico cuoppo napoletano! 





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