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SUGARFREE - III PARTE




Ph. Antonio Natalino

Con le mani tremolanti e gli occhi sbarrati, Samantha  piega la busta. Fino a quel momento non si era mai resa conto del suono che produce la carta quando la si piega in fretta e furia. É un suono diverso da quello che si produce quando la si appallottola; tra l'altro, si trattava di carta prodotta con l'onesto sentimento dell'amore per l'ambiente.
Mette la busta in tasca. Si guarda intorno. Ogni cosa le sembra totalmente differente dopo aver letto il contenuto della busta. Quel che ha saputo è così assurdo che non può più essere la stessa di prima. Qualcosa interrompe le sue riflessioni. Un altro suono attira la sua attenzione: sono i passi di qualcuno che si sta avvicinando. Deve darsela a gambe e alla svelta. Si volta a destra e sinistra. Mette le mani sulla bocca. I passi si avvicinano sempre di più. La mano destra di Samantha finisce sulla tasca dove ha riposto la busta. Qualcuno è molto vicino alla porta. Bussa il campanello. É la moglie di Greg? No. Se fosse lei, avrebbe una seconda chiave.
Il campanello suona una seconda volta. Non è Greg. La graziosa fanciulla tira un respiro di sollievo. A quel punto decide di uscire direttamente dalla porta. Anche se il suo misterioso vicino avesse utilizzato le scale per tornare a casa, lo avrebbe incontrato solo attraversando la rampa di scale.
Si avvicina verso la porta. Sente un rumore, un cigolio. Qualcosa di simile al suono che fa la rete di un letto quando ci si tuffa sopra. Ancora un altro suono. Sembra un tasto pigiato. Fisarmoniche e chitarre introducono “ Wouldn't it be nice” dei Beach Boys. A Samantha va letteralmente il cuore in gola. C'è qualcuno in casa. Gli occhi iniziano ad andare a destra e a sinistra. Non sa cosa fare. Vede un ombra da lontano. Ne riconosce i lineamenti.


Ph. Antonio Natalino


 É Greg che sta mettendo gli occhiali mentre sbarra gli occhi. Ha visto la ragazza che ormai non può più fuggire.
Samantha è immobile. Ha l'affanno. Migliaia di pensieri affollano la sua mente in quel momento.
Con il dito ossuto Greg la indica:
- Cosa ci fai qui ragazza? Complimenti, Non ci hai messo molto a scoprire il mio laboratorio.
Samantha non risponde, o meglio cerca di farfugliare qualcosa, ma le manca il fiato, La lingua le si è arrotolata sul palato, la bocca è secca.
Scalza, con solo i calzini grigi a quadretti rosa, poggia un piede l'uno sull'altro. Ha il panico.
Greg incalza:

- Allora? Non rispondi? Sapevo che saresti arrivata fin qui. Anzi, ti aspettavo mia cara. Di cosa hai paura?
Trovato il coraggio, Samantha risponde:

- Mi stava aspettando? Che cosa significa?
L'arzillo uomo, mentre indossa una vestaglia blu a nido d'ape sopra il pigiama bianco a pois arancioni, tira un sospiro e dice alla giovane donna:

- Innanzitutto, puoi togliere dalla tasca la busta che hai nascosto. Quel messaggio era destinato a te. Ho fatto in modo che avessi facilità ad entrare in casa mia. Non ho preparato una torta. Lo zucchero mi è servito e mi serve per un altro scopo. Ho avuto bisogno di molto zucchero per creare la formula della verità.

- Che cosa dovrei fare io? - risponde Samantha con immenso stupore.

- Diffondi il messaggio! – Afferma Greg.

Con rinnovato stupore,  la ragazza va via. Fa le scale una ad una fino ad avvicinarsi alla porta di casa sua. Infila le mani nella borsa senza abbassare la testa. Prende la chiave e la infila nella serratura. Entra. I raggi di sole colorano il divano letto adornato con un telo ocra a macchie rosa. Si tuffa sopra e cade in un lungo sonno. Dopo meno di mezz'ora si sveglia di soppiatto a seguito di un forte boato. Si alza e si affaccia alla finestra. Qualcosa è appena esploso in casa di Greg. Ancora senza scarpe,apre la porta e corre al piano di sotto. Qualcosa di assurdo è accaduto. Nessun altro vicino ha sentito il boato. Bussa il campanello ma nessuno apre. Prova a forzare la porta ma si accorge che è aperta. Entra. Una casa vuota, bianca. Nessuna foto o quadro appesi al muro. Solo il gatto sulla sedia di vimini. Samantha si siede ma non accade nulla. La sedia non si gira. Non compare nessun laboratorio. Entra nelle altre stanze della casa. Nulla. Solo bianchi corridoi. È rimasto solo l'odore di zucchero. Cosa stava a significare?
Samantha sfoga le sue sensazioni toccandosi i capelli. Sembra quasi di aver sognato tutto.
Si affaccia alla finestra...


Ph. Antonio Natalino



 La bottega dell'indiano è molto più visibile dalla casa di Greg. Ad un tratto di nuovo il rumore dei passi di qualcuno che si sta avvicinando alla casa. Suona il campanello. La giovane donna apre. Dinanzi a lei un ragazzino indiano che le consegna venti confezioni di zucchero. L'agitazione si acuisce. Il mistero diventa più fitto. Se è stata appena effettuata la consegna di venti confezioni di zucchero, Greg non può essere stato frutto della sua immaginazione.
Mette una mano in tasca. Anche la busta c'è ancora. Si siede sulla sedia di vimini per analizzare il messaggio. Il gatto salta sulle sue gambe facendole scappare di mano la busta con il messaggio. Il vento la porta via e le trasporta per un lungo percorso. La busta gira nei vortici d'aria assieme alle foglie, sfiorando qualche palo. Entra in un'altra finestra. Quella di un ufficio al quinto piano nei pressi di  Rue de Rennes. Si ferma su una fotocopiatrice. Un impiegato la aziona. Vengono fuori un centinaio di copie. É scritto quanto segue:

CHIUDERE GLI OCCHI. APRIRE LA MENTE.
GUSTARE...



CONTINUA...

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