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Appetitolandia: il principe stomachino e l'ometto di pasta

Diario di una colazione




Gli abitanti di appetitolandia erano in agitazione da qualche giorno. Tutti sapevano la verità. La conoscevano da sempre, ma mai era stata così evidente. Il principino stomachino non aveva fame e rifiutava il cibo. Il re e la regina erano disperati e soffrivano nel vedere l'unico erede del regno denutrito e senza forze. Aveva smesso di mangiare da quando  la strega inappetenza aveva messo la polvere di rospo nella sua zuppa preferita. Nessun mago e nessuna fata furono in grado di spezzare l'incantesimo e ad appetitolandia si ordinò di chiudere ogni cucina e di non usare nessun fornello fino a quando il principe stomachino non avesse ritrovato l'appetito

Pochi giorni dopo, giunse a cavallo un ometto dall'aspetto assai buffo: aveva il corpo di un rigatone, capelli di spaghetti, braccia di paccheri e piedi di corallini. Chiese alle guardie di vedere il principino stomachino. Pover uomo. Fu scambiato per un messaggero della strega inappetenza e fu attaccato con palle di fuoco. Non poteva tuffarsi in acqua o si sarebbe cotto a puntino. Cosa che non poteva accadere senza un valido motivo, giacché non era mai stato cucinato in vita sua. Per fortuna, il cuoco del palazzo reale lo vide e lo mise in salvo raccogliendolo con un mestolo e portandolo in cucina. Il cuoco chiuse porte e finestre, accese il fornello  e calò l'ometto con il corpo di pasta nell'acqua. Quando fu cotto, lo abbellì con formaggio, pomodoro e basilico e si recò dal principino, che, colmo di gioia, si precipitò verso il cuoco mangiando con le manine un gustoso piatto di pasta . Il re, la regina e gli abitanti di appetitolandia capirono che il principe stomachino non era vittima di un incantesimo, desiderava solo nutrirsi con cibi più invitanti e allegri.




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