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Le storie negli occhi

Cari naviganti e cari prosumer, ho letto un libro bellissimo intitolato “Le storie negli occhi di Vincenzo Patella con le illustrazioni di Chiara Stella Mauriello. Ho scelto di parlarvene perché la protagonista, Marcì, mi ha letteralmente rubato il cuore con la sua dolcezza e semplicità. Per fare un gioco di parole, Le storie negli occhiè una di quelle storie che si ama al primo colpo, soprattutto quando si è amanti di uno stile delicato e diretto come quello dell’autore del libro. Ho amato Marcì sin dalle prime righe: l’attesa della festa delle cime dei pini per vedere per la prima volta la Dama velata nel castello, che apre le porte una volta l’anno solo ai diciassettenni, e la sensibilità di trovare la meraviglia in ogni piccola cosa sono solo due dei fattori che hanno conquistato la mia lettura. Marcì coinvolge ecattura pagina dopo pagina attraverso la sua singolare passione: tracciare storie sulle pareti della sua stanza, segno di una fanciullezza che non dovrebbe mai svanire, nep…
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La scelta del tipo di carattere in un libro

Cari naviganti e cari prosumer, 
la colazione che ho immaginato di condividere con voi per discutere sull'importanza della scelta deltipo di carattere in un libro è preparata con una buona torta di mele accompagnata da una succosa tazza di latte e caffè. Quanto è importante per voi il font in un libro? Si tratta di una questione che divide in due il punto di vista: c'è chi pretende assolutamente un carattere classico, standard e definito e chi, invece, è in cerca di pagine innovative che mettano in primo piano il valore del contenuto. Per quanto mi riguarda, bado poco al tipo di carattere e, anzi, apprezzo molto quando in un libro, di qualunque genere esso sia, ci sia una chiara intenzione sperimentale nello stile grafico dei caratteri, capaci di attirare la mia attenzione e di aumentare la mia curiosità. Quel che conta è che a seconda del del tipo di font, le parole siano facilmente leggibili e che non distraggano durante la lettura.  Quando si è alle prime armi con la scrit…

Frida Kahlo e l'autoritratto come forma di diario

Cari naviganti e cari posumer se dovessi dedicare il mese di Luglio a una donna in particolare, non avrei dubbi sulla risposta: Frida Kahlo, una fata coraggiosa. Icona d’arte e  forza d’animo, nasce il 6 luglio 1907 in Messico, ma ha dichiarato a tutti di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana, evento al quale si sentiva molto legata. Il fatto di aver cambiato l’anno di nascita la dice lunga sulla singolare personalità di Frida Kahlo e i suoi dipinti lo hanno confermato. Mai banali, mai egocentrici, mai nati per vezzo, seppur ispirati sempre al suo vissuto interiore ed esteriore, quasi come una sorta di diario fatto di pennelli e tavolozza, strumenti che le hanno permesso di esorcizzare passioni e sofferenze della sua movimentata vita, spesso trascorsa a letto a causa dei suoi problemi di salute. Frida Kahlo è l’esempio di come trasformare persino il più atroce dei dolori in qualcosa di buono, proprio come ha fatto lei reagendo e lasciando emergere il suo brillante talen…

Mary Shelley e il viaggio di Frankenstein

Cari naviganti e cari prosumer, Frankenstein o il moderno Prometeodi Mary Shelley è la lettura perfetta se state preparando la lista dei libri da mettere in valigia per l'estate 2018. Lettura di solito pianificata per il periodo invernale, nasconde invece una valida ragione per essere anticipata ai mesi caldi: il viaggio di Victor Frankenstein. 
Sono trascorsi duecento anni dalla pubblicazione di Frankenstein (1818-2018), eppure, resta uno dei capolavori più belli di tutti i tempi.  Mary Shelley è una delle scrittrici donne che amo di più e attualmente sto leggendo un testo dedicato alla sua vita letteraria per approfondire il più possibile tutto ciò che riguarda il suo background di scrittrice, oltre che di donna.Molti la conoscono solo per il suo più celebre romanzo, ma, in realtà, ha scritto tantissime altre storie tra romanzi, piccoli racconti e qualche raccolta epistolare; altri suoi indiscussi capolavori, solo per citarne qualcuno, sono Valperga del 1823 e The Last Man del 18…

Le due migliori recensioni per gli scrittori emergenti

Cari naviganti e cari prosumer, sapete quali sono le due migliori recensioni in assoluto per gli scrittori emergenti? Sono esattamente quelle che, soprattutto quando siete alle prime armi, non vorreste mai sentire. Sì. Proprio così. È difficile anche solo ipotizzare che, dopo tanta fatica, arrivi qualche sconosciuto a dirvi qualcosa di inaspettato. Sia chiaro. Mi sto riferendo alle recensioni in buona fede da parte di lettori onesti, che vogliono solo darvi il proprio parere senza nessuna cattiva intenzione di spezzare i vostri sogni. Ci sono lettori che dovreste tenervi stretti per le tante verità che vi raccontano, a patto che riusciate ad avere il giusto distacco per capire chi è che vi sta dicendo determinate cose. Nel web ci sono tanti fifoni che si nascondo dietro a uno schermo per lanciare palloni di cattiverie gratuite prive di ogni fondamento; va da sé che dovete ignorare questa categoria di persone. 
Coloro che, invece, ne capiscono di libri e vi fanno genuinamente notare che…

La legge dell’innovazione funziona anche per i racconti

Cari naviganti e cari prosumer, avete mai sentito parlare di legge dell’innovazione? Sto facendo riferimento al contesto delle scienze economiche, in particolare all’economista Joseph Schumpeter, secondo il quale l’innovazione non era qualcosa di nuovo nato da zero, bensì qualcosa ideato per migliorare cose già esistenti per soddisfare i bisogni ancora irrisolti del consumatore (ovviamente la teoria è molto più articolata e spiega passo passo i concetti di imprenditoria, sfruttamento delle invenzioni e dei macchinari e così via, ma questo non è il blog adatto per parlarne :) ). Tutto ciò non basta. Il succo di ciò che ho appreso leggendo alcuni libri di economia è che, oltre a dover innovare, forse meglio dire “r-innovare”, bisogna portare la presunta novità sul mercato con il giusto tempismo (correggetemi se sbaglio e ditemi la vostra opinione). Morale della favola: se anticipate il vostro prodotto, qualunque esso sia, e il mercato non è ancora pronto, sarà un fallimento perché non tu…

Perché leggere Cappuccetto Rosso per sviluppare le abilità narrative

Cari naviganti e cari prosumer, qual è la fiaba che ricordate più facilmente sin da quando eravate bambini? Esatto! Cappuccetto Rosso, ossia Little Red Riding Hood. Tranne pochissimi, tutti sono a conoscenza di questa bellissima e, a tratti, macabra fiaba dei Fratelli Grimm. Conoscerla è un grande vantaggio per chi ha l’obiettivo di mettersi alla prova come scrittore. Ho ascoltato Cappuccetto Rosso per la prima volta quando ero piccolissima, con un audiolibro dedicato alle fiabe dei Fratelli Grimm. Sì. I racconti sono sempre stati parte di me sin dall’infanzia e credo di essere fortunata a poter condividere questo ricordo con voi; e vi racconterei volentieri dei miei primissimi approcci alla scrittura, ma evito di tediarvi e vado al dunque. Leggere Cappuccetto Rosso, o altre fiabe simili (pensate a Pollicino o ai Tre porcellini) è molto importante per studiare la struttura base di ogni storia che intendete sviluppare e per esercitarvi nell’arte della narrazione. In questo celebre racco…

Le quattro streghe che vi impediscono di scrivere

Cari naviganti e cari prosumer, le conoscete le quattro cause del blocco dello scrittore? I loro nomi suonano molto familiari e sono: ansia, paura, fretta e distrazione, streghe della vostra immaginazione. Vi dicono nulla queste quattro magiche paroline? Se state provando a scrivere un racconto breve, unromanzo, una raccolta di poesie, delle canzoni o cose affini, sapete bene che cosa intendo; in effetti, è facile parlare quando ci si trova nella posizione opposta, ma non lo è quando certi ostacoli si affrontano quotidianamente. Come voi, anche io sono un’aspirante scrittrice e convivo quotidianamente con momenti di blocco “creativo”. Quel che ci vorrebbe ogni giorno è un tornado di creatività pronto a spazzare via il grigiore dalla nostra mente per fare spazio alla fantasia e, perché no, eliminare le streghe cattive e tenersi strette quelle buone. Nel post che state leggendo, più che trovare la soluzione del secolo contro le cause del blocco dello scrittore, trovate una serie di s…

Perché leggere Lo Cunto de Li cunti per apprendere l’arte della narrazione

Cari naviganti e cari prosumer, perché dovete leggere Lo Cunto de li Cunti? Perché è una delle raccolte di fiabe più antiche d’Italia, che vi insegna che cosa significa narrare le storie in modo semplice e genuino per comunicare con un vasto numero di lettori. Questo celebre e antico testo vi permette di comprendere come imparare a scrivere attraverso la lettura di autori da prendere a modello di riferimento; insomma, Lo Cunto de Li Cunti è un libro che ogni aspirante scrittore dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, della serie “libri da leggere prima di morire”. Se non lo avete ancora letto, don’t panic. Partite avvantaggiati perché avrete sicuramente visto il mitico film ispirato a questo libro, ossia Il Racconto dei Racconti, tra l’altro girato da uno dei miei registi preferiti: Matteo Garrone (anzi, se lo conoscete, ditegli che vorrei tanto essere parte di uno dei suoi prossimi film. A proposito, avete visto Dogman?). Lo Cunto de Li cunti, detto anche il Pentamerone, è un…