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Racconto a puntate: SUGARFREE



Caro lettore, questo racconto è un esperimento di scrittura narrativa ed è adatto a te se hai voglia di leggere qualcosa di leggero e di frivolo.
P.S. Aggiungo: stai leggendo questo racconto perché sei finito su questo blog per farti un'idea sul mio modo di scrivere? Ottima iniziativa. Fammi sapere che cosa ne pensi! 
Buona lettura :) 



Il comportamento di Greg, il mio vicino, per me è un mistero. La cosa che più mi urta di lui è che, puntualmente, ogni mattino alle 6.00, precise da spaccare il minuto, esce di casa con pantofole e vestaglia per andare dall'indiano a comprare zucchero di canna a 2,50 euro. Torna su e,  almeno dal rumore che sento, credo che lanci le ciabatte con i piedi per poi rimettersi a dormire. Alle 12,00 in punto, Greg esce di casa vestito per bene e va al supermercato all'angolo del viale alberato  accanto al nostro edificio e compra altro zucchero di canna al costo di 0,50 centesimi. Mi domando e dico: non può acquistarne più pacchi direttamente al supermercato? Certo, vi domanderete come faccio a conoscere tutti i movimenti del mio vicino di casa. 
Beh, il caro Greg abita al terzo piano, ma è come se fosse molto vicino a me perché i nostri appartamenti hanno delle pareti così sottili che anche l'aria verrebbe sgamata se volesse fuggire via dalla finestra. 
Foto di proprietà di questo blog "I racconti della fata uncina"
L'indiano ce l'abbiamo di fronte e, se mi affaccio alla finestra, riesco persino a vedere quanti soldi batte alla cassa. Insomma, parliamoci chiaro, quell'indiano è troppo caro per i miei gusti. Non capisco perché una persona così tirchia come Greg acquisti zucchero di canna da mezzo chilo da lui e sei ore dopo ne acquisti altro al supermercato. 
Abito da poco qui. Mi trovo nei pressi del Canal Saint Martin e conto di rimanerci a lungo. Credetemi, non è che non ho altro da fare, ma alle 6.00 del mattino mi alzo per preparare la colazione al mio amato bene e per mettermi alla ricerca di un lavoro , con la speranza di ricevere una convocazione a colloquio il giorno stesso. Che furbata vero? Si si. 
Mi siedo alla scrivania di legno scuro accanto alla finestra e provo a scrivere il mio racconto.
Il mio sogno è poter mangiare scrivendo romanzi. Non è mica così facile! Sono dieci anni che cerco di finire un racconto ma non riesco mai a concluderlo. Due palle. I soldi che non bastano, i pensieri, gli eventi e le persone che ti condizionano anche se non vorresti. In più, si aggiungono i blocchi autoriali che sbucano proprio quando cominci a capire come funziona il mondo e ti fanno comprendere che hai sbagliato. Il punto è che non vivo più nella mia città e devo riuscire a piazzare la mia bella bandierina. Greg, intanto, è la mia distrazione...

Suona il campanello e Samantha guarda dall'occhiolino di vetro. E' Greg.  Con stupore la simpatica italiana apre la porta:
- Salve signor Greg. Posso aiutarla?
- Sì. Avrebbe un po' di zucchero? Sto preparando una torta per la mia mogliettina e mi sono accorto che mi manca proprio lo zucchero. Non vorrà mica che prepari una torta amara?
- Certo che ho dello zucchero signor Greg. Ecco a lei.
- Grazie. Lei è molto gentile. La vita è così amara già di suo e non possiamo cucinare anche dolci amari. Mi auguro che lei non abbia mai nutrito il suo corpo con cibi senza zucchero. 
Lentamente,  il signor Greg comincia a diventare invadente e a puntare il dito al punto tale che con la sue scarpe di velluto verde e i calzini bianchi entra in casa di Samantha. Apre i mobili e i cassetti in cerca di altro zucchero.
 Samantha, stupita e indispettita, cerca di fermarlo ma scoppia in una risata insolita.
- Signor Gregn, mi perdoni, posso sapere perchè apre i miei mobili?
- Perché devo essere certo che lei non rimanga senza zucchero. Ora tolgo il disturbo. Grazie ancora per lo zucchero e venga ad assaggiare la mia torta. 
Greg va via camminando arzillamente con le sue buffe scarpe di velluto verde e il suo berretto arancione.
Samantha, con il polso esile ma forte, i lunghi capelli ramati e l'agilità che la contraddistinguono, chiude i mobili e si rimette alla scrivania a scrivere.

Non credo ai miei occhi. Il signor Greg in persona è venuto a bussare alla mia porta in cerca di zucchero. Ma che cosa ci fa con tanto zucchero? Lo sniffa forse? Qualcosa non mi quadra.  Quell'uomo nasconde qualcosa.  Però è così buffo, mi fa troppo sorridere con quelle sue guanciotte rosse e la pancetta gonfia che ha.  Chissà se la torta me la farà assaggiare davvero. Ciò che non mi spiego é perché prepara lui una torta per sua moglie e non viceversa?  Molto, molto strano.  Forse è un pasticciere?  




Suona il pendolo elettronico. Sono le 9,00. Il cellulare di Samantha squilla. È un numero nuovo.

- Buongiorno.  Samantha Rubieno?
- Buongiorno a lei. Si sono io. Con chi parlo?
- Signorina Samanta la contattiamo dalla Black Pink Pepper in merito a un suo curriculum che ci ha inviato poco fa. Saremmo lieti di invitarla per un colloquio conoscitivo. Le andrebbe bene oggi pomeriggio alle 15,00?
- Certamente.
- Bene. Ci porti una copia del suo CV e una fototessera grazie.
- Va bene. Ci vediamo oggi.
- Arrivederla.

A quanto pare, la mia furbizia intellettiva va aumentando. I miei calcoli sono giusti. Candidature inviate alle 6,00 del mattino e convocazione a colloquio tre ore dopo.  E ora? Che cosa indosso per il colloquio? 
Foto di proprietà del blog "I racconti della fata uncina"
Ho tutta la mattina davanti per poter decidere. Mmm... Lezione numero 1. Sciolgo la treccia e vengono fuori i miei lunghi capelli ondulati. Lezione numero 2: indosso un paio di leggins. Lezione numero 3: metto gli stivali e una maglia a righe. Lezione 4: un filo di rossetto. Lezione 5: il mio cappotto giallo.
 Sono pronta e, nel frattempo, il mio amato bene dorme ancora. Gli scrivo un biglietto.

Samantha corre giù per la stretta e fitta rampa di scale del suo piccolo appartamento non vecchio e non fetido, semplicemente in fase di ristrutturazione. Arriva al terzo piano e la porta di Greg è semi socchiusa. Zucchero. Zucchero ovunque. Ficca il suo nasino e scopre che Greg è al tavolo con microscopio, pentole, ampolle e una lavagna dove segna delle formule.
C'è un gatto che si accorge della presenza di Samantha….







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