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Il principe pasta frolla e la leggenda del bacio avvelenato




Kinokia sorgeva un tempo in una valle dove il sole era sempre alto nel modo giusto e le stelle facevano da scenografia alle storie più romantiche. Il popolo dei kinokiani era fatto di gente umile e dal buon cuore. Le donne erano di piccola statura con il corpicino aggraziato e i capelli ramati. Gli uomini erano di media statura e robusti. Non presentavano un fisico da guerrieri ma erano forti e massicci. I loro abiti erano vivaci e le stoffe richiamavano i colori delle caramelle. Ogni giorno lavoravano operosamente per mantenere vivo il clima di pace che si respirava. Vivevano dei prodotti dolciari che producevano. Di buon mattino, tutto il popolo si riuniva a fare colazione attorno ad una tavola imbandita con dolci di ogni tipo, forma e sapore.
C'erano poi gruppi di kinokiani specializzati nell'ideare nuove ricette. Di sera si ritrovavano tutti intorno al fuoco a cantare e creare storie intorno al fuoco fatato. C'era sempre un buon odore e spesso si intravedeva un pizzico di polvere magica. L'odio era sconosciuto a Kinokia. Victor Bewyasm era un sovrano che si distingueva da quelli di ogni tempo. Non viveva in un castello in cima alla collina. La sua casa color crema pasticcera era al centro del villaggio accanto a quelle dei kinokiani. Questo non solo per le sue doti da leader ma anche per aiutare il popolo a proteggere il segreto dei segreti: la formula dominante dei sentimenti del mondo. Nessuno degli abitanti era a conoscenza del segreto tranne due persone, il sovrano Victor Bewyasm e la principessa Peruaci. Solo loro avevano il privilegio di sapere dove fosse custodita la formula. Se un giorno qualcuno dal cuore non puro avesse avuto tra le mani il segreto dei segreti, sarebbe giunta la fine del regno di Kinokia e di ogni altro regno.
Il male avrebbe regnato per sempre. I cuori sarebbero diventati di pietra. Il mondo sarebbe scomparso per sempre. Il sole non avrebbe più illuminato i giorni e le stelle sarebbero diventate pezzi di carbone. Il buio avrebbe governato. Arrivò il giorno in cui il sole sembrava tardare a sorgere. Le stelle erano alte nel cielo ma non brillavano in modo splendente. Il popolo di Kinokia attribuì la causa al cambio delle stagioni ma Victor Bewyasm aveva uno strano presentimento. I tempi erano ancora prematuri per una nuova stagione. Qualcosa stava accadendo. Mentre tutti erano intorno al fuoco e la principessa Peruaci cantava con la sua melodiosa voce, uscì dal fuoco un essere con un cappuccio nero. Senza mostrarsi volto, prese la principessa Peruaci tra le sue grinfie e la risucchiò nel fuoco. Era Dostoluk sovrano del male ed era lì per rubare il segreto dei segreti.
In un lampo spuntarono migliaia di uomini incappucciati e armati. Gli uomini di kinokia lottarono fianco a fianco con Victor Bewyasm per sconfiggerli. Nel frattempo le donne utilizzarono ogni incantesimo per liberare la principessa. Purtroppo, ogni singolo cittadino di kinokia fu sconfitto e ucciso. Donne e uomini. Solo Victor Bewyasm era rimasto indenne con addosso una maledizione: sarebbe stato immortale per vedere sorgere su Kinokia tanti altri regni senza mai più amare ed essere amato. Così fu per qualche tempo durato secoli.
Arrivò l'anno 2014 e Victor Bewyasm era conosciuto tra la gente come il vecchio cioccolatiere e pasticcere che viveva in un cottage di montagna in un luogo dedicato alla cultura sciistica dove la luce del sole era fioca e nevicava tutto l'anno. Victor Bewyasm era parecchio affascinato dall'evoluzione che il mondo e la società avevano avuto grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Non solo la radio e la TV che pullulavano di canali e frequenze rispetto al tempo della sua giovinezza ma anche il web con tanti contenuti e aggiornamenti in tempo reale. In particolare era colpito e stupito dalla moda dilagante dei tanti cuochi e pasticceri improvvisati che ogni giorno intrattenevano la sua solitaria vita. L'amore che lo nutriva ogni giorno era quello per il suo laboratorio. Un meraviglioso laboratorio dolciario. Era un ambiente colorato e profumava di zucchero. Non c'era forma, non c'era creatura che non riuscisse a riprodurre in dolcezza. Era rimasto solo da quando Kinokia fu distrutta molti secoli addietro da Dostoluk. Victor Bewyasm riempiva il suo cuore preparando torte e biscotti per i turisti che passavano dalle sue parti. Era definito un mago pasticciere e farciva i suoi dolci con della polvere magica tale da generare amore in tutti coloro che li assaggiavano. Non c'era mai stato giorno durante il quale non aveva in mente il ricordo degli abitanti di Kinokia che combattevano fianco a fianco a lui con i matterelli magici contro l'esercito di Dostoluck. Viveva con l'obiettivo di rivendicare il regno di Kinokia distrutto e la memoria della principessa Peruaci.
Kinokia era scomparsa per sempre e Victor Bewyasm era condannato a vivere la sua vita in solitudine per tutti i secoli dei secoli. Di Kinokia era rimasto solo il nome e molti anni dopo era sorto il villaggio di montagna dove viveva dove il clima era sempre incerto e i prati erano candidi. Ogni tanto conversava con qualche turista o vacanziero che si trovava nei paraggi. Sorrideva ai bambini che gli saltavano al collo come se fosse il loro nonno.
Aveva guanciotte rosse e una coppola a scacchi in testa. Dei jeans blu scuro, un maglione a collo alto giallo e delle bretelle. Era grazie ai contatti con la gente che passava le vacanze dalle sue parti che si informava costantemente sugli avvenimenti del mondo. Un bel giorno, ispirato dai tanti programmi di cucina e cake design, decise di dare un senso alla sua vita, creare una pasta diversa, provare a riprodurre l'antica formula dei dolci di Kinokoia. Realizzare la ricetta con il segreto dei segreti per riportare Kinokia a nuova vita. Mancava un piano specifico.
Il vecchio Victor Bewyasm era in attesa di un lampo di genio. Un pomeriggio, mentre vedeva il sole tramontare si accorse di due persone. Un padre ed un figlio che si abbracciavano, conversavano e ridevano tra loro amorevolmente. Il senso di solitudine provato in quel momento fu la molla che gli fornì l'idea giusta: realizzare un uomo di pasta frolla con dentro al cuore il segreto dei segreti. Avrebbe creato l'uomo prescelto per far risorgere Kinokia a nuova vita in nome dell'amore. Chiuse a chiave la porta del cottage, serrò le finestre, spense la luce, accese la fiaccola, aprì una botola e lentamente con le ginocchia scricchiolanti e il busto ancora bene eretto scese le scale che lo portavano nel suo vero laboratorio. Alle persone che gli facevano visita aveva sempre solo mostrato un classico laboratorio colorato pieno di dolciumi e leccornie. In realtà il laboratorio vero era sotto il cottage, in una cantina. Arrivò all'ultimo scalino. Accese l'interruttore. Aprì una credenza e prese gli ingredienti.
Uova, latte, burro, farina ma non il lievito. Vicino la credenza mosse una levetta che ruotò la parete e si aprì quasi in un'altra dimensione. Le pareti erano giallo canarino, al centro una grande tavola con ingredienti di ogni tipo. C'erano il barattolo con la sigla “amore”, il vasetto con la sigla “allegria” e il vasetto con la scritta “desideri”. Fu quest'ultimo che prese. Appoggiò uno ad uno gli ingredienti sul tavolo bene illuminato e ricco di mestoli, formine, mattarelli, scodelle. Di fronte una grande cucina di mattoni con un forno enorme. Victor Bewyasm scelse il recipiente più adatto e cominciò a versare gli ingredienti uno lasciando in sospeso il vasetto con la scritta “desideri”. Per l'impasto si servì delle sue ossute mani.
 Lavorò con molta energia fino a quando non venne fuori una bella palla di pasta frolla. La cosparse di farina e con l'ausilio di un coltello rosso iniziò a tagliarne alcuni pezzi. Il primo pezzo e il secondo pezzo li allungò facendone venire fuori delle gambe. Il terzo pezzo lo stese con il mattarello. Era la parte centrale del corpo. Passò poi al quarto e al quinto pezzo che allungò per formare braccia e mani. Con tanta minuzia prese una forchetta e ricavò dalla pasta cinque dita. L'ultimo pezzo era la testa. Quell'enorme biscotto aveva davvero le sembianze di un uomo di pasta frolla. Si allungò verso una credenza rosa pesca e prese vari tipi di colorante. Spennellò una ad una le singole parti del corpo. Con degli avanzi di pasta creò dei bottoni verdi, lilla e gialli. Guardò quel corpo di pasta frolla con tanta emozione e timore. Prese poi il barattolo con la scritta “desideri” e pronunciò le parole: «vai o mio desiderio, parti e torna da me con ciò che sta in fondo al cuore mio: Kinokia». Si avvicinò al forno sempre pronto a cuocere qualsiasi cosa e ripose il vassoio con l'impasto di pasta frolla. Lo chiuse e girò la manopola della temperatura di colore turchese. Poi girò il suo antico timer a forma di biscotto e lo programmò per venti minuti circa. Venti minuti cominciavano a sembrare un'eternità.
Chissà cosa ne sarebbe venuto fuori.  Sarebbe stato deforme il suo uomo di pasta frolla? Sarebbe stato in grado di far risorgere Kinokia? Si sarebbe spezzato al minimo movimento? Victor Bewyasm impaziente andò su e giù per il passaggio segreto del laboratorio molte molte volte. Con il suo orecchio arrossato cercava di capire se c'erano persone fuori. Sentiva voci di bambini entusiasti di aver utilizzato gli scii per la prima volta. Guardava quel timer girare e mentre girava ripercorreva con la mente tutti i momenti della sua vita. Insieme al ticchettio giravano le immagini delle quattro stagioni. In ogni stagione c'era lui con un suo momento speciale. C'era lui con la sua dolce solitudine a chiedersi perché la principessa Peruaci fosse stata brutalmente fatta fuori. C'era lui nell'ultimo minuto di timer ad immaginarsi il suo uomo di pasta frolla.
Il timer suonò. Venti minuti erano trascorsi. Aprì il forno. Tirò fuori un uomo biscottato. Purtroppo non aveva l'aspetto che sperava. Così, deluso lo ripose sul tavolo e lo coprì con della carta forno. Al massimo l'avrebbe servito ai bimbi che passavano dalle sue parti a sciare. Fece per spegnere la luce del laboratorio quando sentì qualcosa muoversi. Si voltò. C'era un ragazzo seduto in mezzo al tavolo. Era un fanciullo incantevole con sembianze umane. Fatto di carne ed ossa. L'aspetto era bellissimo e aveva degli occhi dolcissimi. Felice e pimpante di gioia Victor Bewyasm si presentò al giovane uomo nato dalla pasta frolla e gli diede un nome: Pesoj. Conquistando il tempo che sempre scorreva veloce, iniziò sin da subito ad impartirgli le giuste lezioni per essere un valido guerriero e valido sovrano del nuovo regno di Kinokia. Ogni giorno della settimana era dedicato ad una lezione. Gli leggeva le più belle fiabe d'amore attraverso le quali cercava di insegnargli anche il galateo. Molto ci teneva il vecchio Victor Bewyasm affinché il suo figlio di pasta frolla avesse buone maniere con il prossimo. Legge suprema di Kinokia era infatti l'amore in ogni sua forma. Soprattutto gli dava lezioni di cucina affinché potesse preparare i dolci fatati. Un mattino, mentre scriveva una ricetta morì. Aveva un segreto da rivelargli.
Si trattava del segreto nascosto nel laboratorio che avrebbe fatto tornare in vita il regno di Kinokia. Aveva sconfitto il sortilegio dell'immortalità e dunque significava che la ricetta era andata a buon fine. Il regno di Kinokia sarebbe presto tornato a splendere. Sconvolto Pesoj passò molto tempo a vivere da solo in solitudine in quel cottage e non riusciva a dialogare con nessuno perché era ossessionato dalla ricerca del segreto. Salutava qualche gruppo di bambini di tanto in tanto ma si faceva vedere molto poco.
Durante uno dei tanti tramonti che Pesoi guardava solo e pensoso, si trovò a passare di lì Sojuta una ragazza passata da quelle parti per caso mentre faceva allenamento sulla neve. Non era in quel luogo come turista. Zoppicava perché si era slogata una caviglia e non avendo nulla con cui medicarsi cercava aiuto. Alzando la testa notò il volto di Pesoj alla finestra del cottage di legno. Con qualche piccolo sforzo si avvicinò alla porta. Rendendosi conto che era già aperta decise di entrarci.
Si trovò davanti uno spettacolo sublime. Sculture, angeli, fate, cuori, bimbi fatti di pasta frolla. Chiese più volte se in casa ci fosse qualcuno ma non ebbe risposta. Continuò così a curiosare fin quando non si trovò sulla botola che portava al laboratorio segreto. La alzò e pur con qualche difficoltà per la caviglia dolorante, scese le scale una ad una. Si trovò in un laboratorio dove al tavolo c'era un ragazzo dall'aspetto rassicurante e dal viso buono, Pesoj. Con la schiena robusta e i movimenti eleganti, il giovane uomo si voltò a chiedere ad Sojuta come poteva esserle d'aiuto. Lei gli mostrò la caviglia dolorante e tra un impacco di ghiaccio e l'altro iniziarono a conversare. Era la prima volta che Pesoj si apriva e raccontava la sua vita. Raccontò alla piccola Sojuta dai capelli mossi rosso rame e gli occhioni verdi che viveva solo da molti anni e di non avere nessuno e di essere cresciuto in maniera atipica. Stava per spiegarle come era nato ma la fanciulla intenerita si propose di aiutarlo. Lo invitò a seguirla e a stare a casa sua come ospite per il tempo che bastava a costruirsi una vita vera.
Quando Sojuta tornò a casa con un uomo sconosciuto e mai visto prima, nessuno dei membri della sua famiglia era favorevole. Li dovette pregare in ginocchio affinché accettassero di ospitarlo fino quando non si arresero. A Pesoj fu dato un posto letto sul divano e qualche coperta di lana che profumava di sapone presa dall'armadio appositamente per lui. Sojuta diede la buona notte a Pesoj. Il giovane intimorito ma felice di trovarsi in una casa circondato da persone, non chiuse occhio tutta la notte. Aspettò l'alba avvolto nella coperta di lana arancione a chiedersi come poteva ricambiare l'ospitalità. Si voltò e vide un quadro che raffiugrava il Sole. Fu in quell'attimo che ebbe un'idea geniale. Si recò in cucina dove la sera prima aveva bevuto una tazza di caffè.
Aprì mobili, credenza e frigorifero e iniziò a mettersi all'opera. Il profumo di cannella e cioccolato cominciò ad espandersi per tutta la casa e a passare sotto il naso di tutti gli abitanti della casa. Sojuta scese in cucina incuriosita e desiderosa di preparare una buona colazione a Pesoj. Dovette ricredersi perché trovò il tavolo imbandito di ogni cosa. Biscotti al cioccolato, ciambelle con marmellata e crostate. Latte e caffè già miscelati e succo d'arancia. A seguire arrivarono i genitori di Sojuta che sembrarono apprezzare il gesto di Pesoj. Mentre mangiavano tutti i membri della famiglia iniziarono ad addolcire i lineamenti del volto e a scambiarsi tenerezze reciproche.
 Le doti culinarie di Pesoj furono apprezzate al punto tale che la madre di Sojuta decise di presentarlo ai vicini. Pian piano tutti iniziando a provare affetto per il giovane e provando gusto nell'assaggiare i suoi manicaretti decisero di commissionargli la preparazione di dolci personalizzati in modo tale da aiutarlo anche economicamente. I dolci di Pesoj sembravano avere uno strano effetto sulle persone. Aprivano i loro cuori e scioglievano anche quelli più duri. Molto frequenti furono gli episodi di riappacificazione tra persone che non si parlavano più. Chi si odiava improvvisamente si amava. Fu in quel momento che il giovane uomo capì che pur non conoscendo il segreto dei segreti nascosto nel laboratorio, stava iniziando a compiere la volontà di suo padre Victor Bewyasm.
Più realizzava prodotti da forno e più l'anima degli abitanti di Kinokia veniva fuori. Ogni giorno che passava Sojuta si innamorava di sempre più di Peroj e iniziò a guardarlo con occhi diversi. Era incantata da lui, dai suoi modi di fare e dalla sua purezza d'animo. Il sentimento sembrava reciproco tanto che Peroj ogni giorno preparava dei biscotti speciali solo per lei. Aveva scelto di non dichiararsi ancora. Prima doveva compiere la missione per la quale era stato creato: Kinokia. Sojuta aveva già un fidanzato, Tim, un ragazzo dal cuore non proprio puro che decise di mettere i bastoni tra le ruote al povero Peroj.
Fu in occasione della preparazione dei biscotti per una festa di quartiere che Tim riuscì a mettere Peroj nei guai. In realtà, lo spirito di Dostoluck si era reincarnato in Tim ma Peroj non lo aveva ancora capito. Approfittando della sua bontà escogitò un diabolico piano per rovinargli la reputazione. Fingendosi appassionato di cake design e coloranti, indusse Peroj a provarli per farcire i suoi biscotti. Si trattava in realtà di veleno. Peroj passò molte ore a preparare i biscotti, erano circa 400. Erano di varie forme e colori. Il giorno della festa di quartiere li portò e li distribuì con molto orgoglio. Una donna sulla cinquantina dai capelli neri raccolti e con un abito verde acqua assaggiò con tutta la sua golosità il primo biscotto che masticò con le sue guancette paffute. Pochi attimi dopo la donna fu colta da un malore e Peroj fu accusato di tentato omicidio.
Grazie a quell'episodio capì che il momento della rivincita contro Dostloluk era arrivato. Decise così di fuggire via correndo verso la sua vecchia casa in montagna alla ricerca del segreto di laboratorio. Sojuta corse a cercarlo. Non riusciva a stargli dietro perché correva troppo. Lo trovò poi alla riva di un lago ghiacciato. Peroj avvertendo la sua presenza le confessò di aver scoperto il sentimento d'amore che lei teneva nascosto nel cuore e di ricambiarlo. Fu in quel momento che Sojuta ebbe prova che Peroj possedeva qualcosa di superiore, qualcosa di magico. Non era di questa terra. Peroj le raccontò la storia di Kinokia, dei magici dolciumi e di Dostoluck che era tornato per impedirgli di far risorgere Kinokia. Lui le chiese dolcemente di assaggiare la sua anima. Mentre stavano per sancire il loro amore, arrivò Dostoluk sotto le sembianze di Tim minacciando di sparare se non avesse lasciato libera Sojuta. Il gesto di Tim/Dostoluk acuì ancora di più la volontà della giovane donna dai capelli ramati tanto da schierarsi davanti a Peroj per proteggerlo. Avrebbe preferito essere colpita a morte piuttosto che perdere il vero amore. Per questo motivo tirò fuori dalla tasca uno dei biscotti avvelenati addentandolo. Peroj per evitare che la donna che amava mangiasse il biscotto avvelenato si precipitò sulle sue labbra. Di conseguenza Tim/Dostoluk, ferito dalla sconfitta gettò la sua arma tra gli alberi e si trasformò in una bolla nera che scoppiò all'istante.
Purtroppo nulla fu utile per salvare la vita di Sojuta che morì d'amore per Peroj il quale ingerendo a sua volta pezzi del biscotto avvelenato tornò pasta frolla finendo in mille briciole. La storia, il sortilegio di Dostoluk sembravano confermarsi. Sojuta era scomparsa come la principessa Peruaci.
Eppure, senza un motivo apparente, il cielo si rischiarò, la neve cominciò a sciogliersi e il sole iniziò a splendere alto nel cielo. Il segreto per far risorgere Kinokia stava nell'amore puro. Ecco qual era il segreto nascosto nel laboratorio. Amore puro sopra ogni cosa. Kinokia stava per tornare in auge perché in quella terra nello stesso punto dove secoli e secoli prima la principessa Peruaci e il popolo di Kinokia erano stati cancellati si era compiuto il più dolce gesto d'amore. Da quel momento in poi tutti coloro che avevano assaggiato i biscotti fatati iniziarono a parlare di Kinokia ea definirsi Kinokiani. Soprattutto si iniziò a narrare che tutti gli amanti che si baciavano in quel luogo dovevano avere con sé dei biscotti perché è lì che ebbe origine la leggenda del bacio sulle labbra come segno d'amore. Di Peroj e Sojuta nessuno più seppe nulla se non che i loro spiriti avrebbero agito per sempre insieme agli angeli dell'amore per fare incontrare le anime di fiamma gemella di tutto il mondo.
Eppure all'alba, qualcuno con un cappello rosso si introdusse nel cottage di montagna, aprì la botola del laboratorio segreto con la sicurezza di chi era stato lì già altre volte, accese la luce e ruppe delle uova turchesi in una ciotola di cristallo...

The End



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