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Storia di una foodblogger che non sa di essere tale: Squillace Nadia


Storia di una foodblogger che non sa di essere tale: Squillace Nadia




Si dice che le cose più belle accadano per caso. Non bussano alla porta, si catapultano direttamente nella nostra vita. Ancor più splendido è il talento innato che spunta fuori per gioco, un gioco che rende tutti più felici.
Proprio la felicità, tanto bramata e cercata come un'ossessione, è come l'effetto sorpresa che si cela dietro a un pacco regalo dal contenuto misterioso. Anche il Web è bravo a fare regali e, visto che il Natale è alle porte, vi faccio un dono con la storia di una foodblogger che non sa di essere tale: Squillace Nadia, la fata coraggiosa si questa settimana.

Un giorno, nella home di instagram visualizzo degli invitanti biscotti bigusto e mi parte il cuoricino ancor prima di posare il pollice sullo smartphone. Qualche settimana dopo, apro instagram e vedo una cosa che, come diciamo a Napoli, apre lo stomaco: un plumcake salato wurstel e provola. La curiosità aumenta e scopro il profilo di Nadia, una mamma che prepara piatti dolci e salati con amore e passione. Scorrendo e leggendo ogni suo post ho sentito a pelle che si trattava di una fata coraggiosa che meritava di essere intervistata.



Uno dei piatti forti di Squillace Nadia: crostata salata con patate e peperoni


C'era una volta la semplicità vestita di amicizia

Ciò che a mio avviso rende unica la mente rosa di Nadia è la semplicità, l'essere la mamma della porta accanto con la quale molte persone si identificano e si sentono a proprio agio. Ed è da questa semplicità che si è accesa la lampadina che ha fatto nascere il suo profilo instagram dove, per una pura casualità, in un giorno come tanti Nadia inizia a condividere una ricetta preparata al volo. Pochi giorni e la foto del suo piatto riceve così tanti cuoricini da stuzzicare non solo l'appetito di tanti, ma anche la voglia di sperimentare e di mettersi alla prova condividendo on line le cose buone che prepara ogni giorno per la sua famiglia.

Oltre alla buona cucina, l'amicizia è la forza trainante del profilo instagram di questa fata coraggiosa che, pur non reputandosi tale, ha tutti gli ingredienti...ops requisiti per essere una foodblogger. Da quando ha deciso di condividere le sue prelibatezze ha trovato tante nuove amicizie che, seppur virtuali, ogni giorno alimentano la voglia di imparare, confrontarsi e, talvolta, sfogarsi sugli eventi della vita quotidiana:


    «La forza che mi stimola a continuare questo percorso sono le persone che ho conosciuto. Amicizie seppur virtuali con le quali mi fa piacere condividere e imparare, ridere e a volte purtroppo anche piangere. Il tempo che dedico a Ig non è molto, lo faccio solo e comunque se non tolgo tempo alla mia famiglia. Il mio coraggio senza alcun dubbio sono gli “Affetti”. I miei figli che sono il mio sostegno e mi stimolano ad andare avanti e far sempre meglio».



Tra identificazione e netiquette

Il profilo di Nadia conquista ogni giorno nuovi utenti perché i suoi piatti sono alla portata di tutti e generano inconsciamente un senso di familiarità e di appartenenza un po' come quando ci si incontra nel treno dopo una giornata di lavoro e si fanno quattro chiacchiere sulle ricette veloci per preparare la cena. Ecco che cosa ci siamo dette di preciso:

F.U. Che cosa distingue il tuo profilo Ig da altri simili?

F.C. «Realizzo piatti semplicissimi alla portata di tutti. Se posso realizzarli io che sono una pasticciona può farlo chiunque».


F. U. Che cosa pensi di dare agli utenti e che cosa senti di ricevere in cambio dai tuoi follower?

F.C. «Devo essere sincera con te, non ne ho idea! Credo che sia perché mi sentono una di loro e quindi sono a loro agio. Non ho mai usato questa espressione :”i miei follower”…perché lo sono a mia volta e credo che sia un affetto reciproco. Non nego però che ogni tanto qualcuno sia anche maleducato o che ti faccia perdere la pazienza! Ma questo non accade anche nella vita reale?»



Fame di cuoricini e sazietà

Credo che nel momento in cui Nadia si renderà conto del suo talento culinario, diventerà una foodblogger a tutti gli effetti. Mentre facevo questa riflessione, ho pensato a Debordia-La città degli asociali immaginando un mondo distopico e misterioso dove non vi è traccia di user generated content e dove è vietato condividere le proprie passioni. Se ciò accadesse realmente, la fata coraggiosa protagonista di questo post probabilmente ricomincerebbe a dipingere per se stessa e per coloro che la amano. A tal proposito, mi ha detto che cosa ne pensa riguardo al valore dei cuoricini di apprezzamento:

«Se le mie foto non raggiungono un certo numero di like non ne faccio certo una tragedia , “posto” perché mi piace ciò che realizzo e metto in preventivo che possa anche non piacere agli altri».



Quando incontro le fate coraggiose che amano cucinare, cerco di resistere alla tentazione, ma non riesco e pongo la fatidica domanda sul rapporto tra la quantità di ricette quotidiane e le calorie. Ecco che cosa ne pensa Nadia:

«Partiamo dal fatto che non sono particolarmente sovrappeso , cerco di assaggiare senza esagerare. E’ dura, certo che Ig con quello che ci propone non mi aiuta!»


Tutti vorrebbero avere Nadia come vicina di casa.
Vorrei che bussasse alla mia porta per offrirmi queste arancine Voi no? 




Mondo rosa vs Mondo azzurro: chi vince?

«Beh! Le donne sono una forza della natura, da sempre vanno avanti da sole e si realizzano tra le critiche della società. La differenza è che adesso lo si dice apertamente e si ha meno paura del giudizio degli altri. Non si può negarlo ! Gli uomini hanno vita più facile in tutto»


Il viaggio mentale di una fata coraggiosa

Oggi la parola “coraggio” significa avere la forza di lottare per raggiungere i propri obiettivi anche quando il mondo rema contro. Nadia mi ha spiegato che si diventa una fata coraggiosa anche avendo una vita piena e appagata, dove serenità e felicità sono la chiave di tutto ed è con le sue parole che chiudo questo post:

    «Il mio viaggio mentale è diretto verso un’isola calda ed accogliente, una capanna ed un orticello... Se avessi la possibilità di fare un incantesimo, farei in modo che i sogni non fossero più solo dei “ sogni” ma degli obiettivi che tutti possono raggiungere con impegno e perseveranza».





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