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Come arrivare sull’isola che non c’è: la fata coraggiosa Totta1964


Cari naviganti e cari prosumers,

Il ricettario che la fata coraggiosa Totta1964 usava da bambina 
secondo voi, le fate di oggi possono dirci come arrivare sull’isola che non c’è? Io dico di si.


Quando immaginiamo le fate, immediatamente pensiamo a piccoli esserini dal corpicino perfetto, con ali e labbra da baciare e capelli che fanno “splash” come in un famoso spot di prodotti per capelli; qualcuno associa le fatine a donne minuscole con un cappellino a forma di fungo e che stanno in una mano sola.
In verità, non tutte le fate si somigliano. Ognuna di noi ha un aspetto diverso; per esempio, quelle che conosco io sono delle piccole grandi donne che iniziano le giornate in posizione da corsa, pronte a raggiungere un traguardo e a vincere una nuova sfida.Alcune di queste fatine, sono simili a quelle del Labirinto del fauno con la differenza che, anziché essere nascoste in una borsetta magica, si trovano in mezzo a noi e basta un click sui social network per entrare nel loro mondo incantato, dove, con parole gentili e foto che catturano l’attenzione dei più distratti, lanciano inconsapevolmente un messaggio che lascia il sorriso o, talvolta, una risposta che cerchiamo. A voi che siete fedeli a questa rubrica, sapete che le mie sono fate coraggiose. Arrivano a me attraverso magiche coincidenze che mi fanno capire chi ho davanti. Le mie fate non hanno ali, ma hanno un cuore grande. Quello di Totta1964 è un cuore di panna che, per gioco, anni prima è entrata in cucina e, molto anni dopo, è entrata  nell'universo on line, guardando il mondo virtuale con gli stessi occhi di una bambina che viene dall’ Isola che non c’è.



Il sapore della curiosità

La prima domanda che faccio alle fate coraggiose riguarda un ragionamento pink, una mente rosa che
Crostata ricotta e fragole
ha partorito il loro profilo virtuale. Ecco l’inizio della storia di Totta1964:

«Ho sempre avuto la passione per la cucina sin da bambina, ma non la classica "cucina per gioco" dei bambini: mi piaceva cimentarmi con una "cucina adulta" e con ricette difficili che eseguivo perfettamente tra lo stupore dei parenti. D'altronde, trascorrevo le ore a casa di mia nonna paterna ad ammirare in silenzio la sua cuoca ed il personale sempre affaccendato in cucina e nei saloni per l'allestimento di pranzi di famiglia e sontuosi buffet; era un mondo meraviglioso che adoravo, le grandi tovaglie ricamate, i servizi buoni, l'argenteria da lucidare... mi faceva sentire una bambina privilegiata e diversa».

Capitano uncino e il tic tac del Web

Negli ultimi anni, non si fa che sentire discorsi sull’utilità o l’inutilità dei social network. 
Io credo che la verità stia nel mezzo e che tutto dipenda dall’uso che si fa dei mezzi a propria disposizione.
Risotto al Ferrari, salmone selvaggio e gamberetti.
Un po’ come i cattivi delle fiabe che, se hanno tra le mani lo scettro magico, possono fare danni e come i buoni che possono salvare l’umanità quando entrano in possesso di uno strumento dai poteri speciali.

Che gran parte delle persone sia convinta che il Web inizia e finisce su Facebook, ahimé, è vero. Per fortuna, c’è chi ha la zucca di Cenerentola nel cervello e la trasforma in carrozza facendo un consumo e un uso sapiente del mondo digitale, pubblicando contenuti utili o aggiornando il proprio profilo personale con parsimonia.
Totta1964 è arrivata on line con la stessa curiosità che l’ha portata ad amare la cucina, imparando a distinguere ciò che emoziona i suoi followers e che cosa è meglio evitare:


«Da sempre appassionata di tecnologia e del web, ho voluto smettere di essere soltanto spettatrice e diventare "attrice", una sorta di "insomma, ci sono anche io"!!! E' stata una grande sfida contro me stessa quella di vincere la mia profonda riservatezza perché nella vita reale sono parecchio socievole e in quella virtuale sono poco social. Poi, ha prevalso il "perché no?", dopotutto, cucinare è la cosa
Sfogliata stracchino mozzarella
 fiori di zucchine e acciughe.
che ho sempre amato più di qualsiasi altra, quasi alla pari con il leggere ed il viaggiare. Perciò, mi sono lanciata in questa avventura e post dopo post ho iniziato a creare un mio piccolo spazio personale del quale divento sempre più soddisfatta anche se mi piacerebbe fare un ulteriore salto di qualità».

Oltre a ciò, grazie al Web, la nostra fata coraggiosa ha riscoperto una passione che aveva lasciato in soffitta:
«Ho anche riscoperto la mia antica passione per la fotografia (che coltivavo da piccola) ed in futuro non troppo lontano, ho in mente di iscrivermi ad un corso per riuscire a fare foto decisamente più professionali!».



Anno 2050. Un mondo tecnologico, ma cum grano salis 

Totta1964 ama cucinare i primi piatti.
Vita digitale o no, un piatto come questo mette  tutti d'accordo.
Facciamo così. Commentate questo articolo e facciamo un sondaggio. Vi va un bel racconto distopico a puntate? Se almeno tre di voi rispondono affermativamente, mi metto all’opera, anche perché è da un po’ che non scrivo storie di fiction. Perché dico questo? Perché mentre sto per condividere con voi un altro punto di vista della fata coraggiosa Totta1964, stavo immaginando un ipotetico universo senza Internet o, almeno, con persone che sanno farne a meno. Sia chiaro che sono innamorata del world wide web e di ogni sua meravigliosa sfaccettatura; senza, non avrei potuto creare questo blog e scrivere racconti come Debordia.
Oltre a una vita senza nutella, ciò che mi incuriosisce è scoprire come sarebbe la vita se il Web e Internet non fossero mai stati creati. Totta1964 mi ha detto:



«Oggigiorno è difficile riuscire ad immaginare una vita senza web, tuttavia avendo avuto la fortuna di essere nata a cavallo di due secoli ed avendo vissuto metà della mia vita senza internet, penso che pian piano mi riabituerei a farne a meno e riprenderei a coltivare le mie passioni in maniera "tradizionale". D'altronde anche oggi, se voglio leggere un libro preferisco di gran lunga la carta stampata che ha tutto un altro fascino, piuttosto che leggere su di un freddo ed asettico video. Quindi, tecnologia sì, ma cum grano salis ...;)».


L’onda energetica delle amicizie virtuali
Il mantra che  Totta1964 ripete spesso a se stessa.

Il web ha lati positivi e altrettanti lati oscuri. Eppure, ci sono tante amicizie nate tra un like e una chat e alcune hanno insegnato tanto a coloro che hanno deciso di viverle, anche solo virtualmente:

«Sorprendentemente (per il tipo di mezzo utilizzato) sono riuscita a creare una rete di relazioni virtuali che sento molto salda con persone diversissime tra loro, molto distanti per interessi, cultura, età anagrafica, provenienza - anche da un punto di vista geografico - e per quanto possa sembrare strano, trovo che sia un'esperienza estremamente arricchente dal lato umano. Questo continuo scambio mi dà tanto e mi spinge a proseguire nonostante il lavoro e gli impegni familiari che mi assorbono tantissimo; rispetto ad un anno e mezzo fa, quando è iniziata la mia avventura digitale, sento di essere profondamente cambiata e questo mi piace molto, è come se avessi ritrovato una fonte di energia che avevo decisamente perduto».


Dall’amicizia all’ossessione di un cuoricino in più

Il web è un’esperienza diversa a seconda delle età. I milliennials sono nati già con le nuove tecnologie e le danno quasi per scontate come la cannuccia sul succo di frutta, mentre gli immigrati digitali stanno iniziando una sorta di viaggio in un nuovo universo. Su questo punto non sono molto d’accordo. Mi spiego meglio. Che la generazione nata tra anni Ottanta, Novanta e Duemila sia più abile con le tecnologie elettroniche e digitali e che esse siano un’estensione del loro corpo è vero, ma solo da un lato. Sembra assurdo, ma osservando le abitudini e i modi di fare delle persone, mi rendo conto che, così come ci sono tanti genietti che progettano App e software da migliaia di euro, ci sono tanti adolescenti e post adolescenti che non sono nemmeno in grado di inviare una mail e, tornando al discorso di cui sopra, limitano la conoscenza di Internet solo a Facebook e alle chat. Per il resto, non sono a conoscenza della miriade di tesori nascosti che offre il Web.
Questa è la spaghettata con pomodori gratinati. Qui trovate
quella con la crema di cime di rapa.

Viceversa, anche gli adulti (chi sono gli adulti di oggi? :P) sono in grado di approcciare alle nuove tecnologie e non tutti hanno difficoltà, non tutti chiedono aiuto per postare una foto o aggiornare uno stato. Credetemi, forse sono solo fortunata, ma conosco tantissimi e tantissime over età xx (l’età non si chiede mai :P) che smanettano on line meglio dei teenagers. Ciò che unisce queste tipologie di fruitori digitali è l’accanimento, spesso ossessivo, al bisogno di ricevere quanti più like e cuoricini possibili. Bisogno di approvazione? Desiderio di essere presi in considerazione? Non si sa. Intanto questa è l’opinione di Totta1964:


«Questa è davvero una bella domanda e spero di rispondere senza offendere nessuno! Premesso che trovo assolutamente normale il fatto di essere soddisfatti di un buon risultato o del raggiungimento di un traguardo importante, non trovo altrettanto normale e mi fa sorridere non poco, l'accanimento che molti dimostrano nel conseguimento di un numero maggiore di like o follower come se da questo dipendessero le sorti delle proprie vite o del pianeta. Ecco, vorrei invitare queste persone ad avere un atteggiamento un poco più rilassato ed equilibrato perché non sarà certo un like in più o in meno a renderci persone migliori o a mutare il corso delle nostre vite. Certo, la faccenda è ben diversa per chi ha un profilo professionale ed è riuscito a trasformare una passione iniziale in un vero e proprio lavoro».

Peter, Wendy e le calorie
È più forte di me. Non posso non chiedere alle mie fate coraggiose come fanno a mantenere la linea. Foto di primi piatti, torte e contorni che farebbero venire fame a chiunque e mi sorge sempre il dubbio sull'esistenza di un libro segreto delle calorie. Forse si trova sull’ Isola che non c’è? Oppure bisogna intraprendere un viaggio nella Terra di nessuno per trovarlo? Totta1964 ritiene che la ricetta magica sta nel saper equilibrare ogni cosa:

«Qui casca l'asino. Secondo te, se avessi avuto una ricetta magica per questa che è la Madre di tutte le domande, non l'avrei già brevettata, divenendo una super miliardaria?!?!?!? Nel mio profilo, è piuttosto raro vedere la foto di un dolce o di preparazioni molto elaborate delle quali devo necessariamente privarmi. Ad ogni modo, l'unico piccolo segreto che posso "rivelarti" è che quando faccio un pranzo piuttosto ricco cerco di recuperare nel successivo mangiando solo frutta o frutta e yogurt ed il lunedì sempre una giornata detox di sole verdure (in inverno, legumi e verdure)».


Per costruirsi da zero, in quale direzione va la seconda stella?

Sullo sfondo, gli attrezzi del mestiere di Totta1964.
Il dibattito sulle donne che riescono a costruirsi da sole una carriera è una storia infinita. Ci vorrebbe una versione femminile di Bastiano Baldassare Bucci per salvare i sogni nel cassetto di tante donne, spesso ostacolate da un Paese che non le aiuta, ma con ancora tanta voglia di farcela. Sono ancora poche, ma il mondo è pieno di tante fate coraggiose che stanno riuscendo a costruirsi da sole la propria vita, sia professionale che privata:

«Le donne che si costruiscono da sole partendo da zero sono davvero delle fate coraggiosissime, le ammiro moltissimo e penso che come minimo si saranno dovute impegnare al doppio rispetto ad un loro omologo maschile, non credo proprio si tratti di un luogo comune. Queste tematiche mi sono ben note sin dall'adolescenza perché ho vissuto in un'epoca profondamente segnata dalle battaglie del femminismo e dal dibattito culturale sul ruolo della donna nella società. Mi interrogo spesso su cosa sia rimasto di positivo di tutto quel marasma ed il panorama che vedo intorno a me è piuttosto sconcertante e desolante... Ma questa, come direbbe un autore a me molto caro, è tutta un'altra storia».

Mettere tutti i sogni in una valigia per volare verso l' Isola che non c’è

 Lo sguardo da fanciulla che Totta1964 ancora oggi conserva.
Viaggiare è meraviglioso. Dire che scoprire nuovi luoghi è l’unica cura per trovare il sorriso non è affatto scontato. Un modo insolito per viaggiare è scavare dentro di sè, andando alla ricerca di lati nascosti che non si è consapevoli di avere; è sufficiente una passeggiata solitaria a piedi scalzi in riva al mare, una corsa in città o chiudere gli occhi ascoltando musica per conoscere le stanze sconosciute della nostra personalità. Riuscire a viaggiare davvero coniugando la scoperta di sé è il top per ogni singolo essere umano:

«L'esperienza del viaggiare è fondamentale per un individuo ed invito tutte le madri a spingere i propri figli a farlo sin da giovanissimi. Ahimè io ho il cruccio, insanabile, di aver iniziato troppo tardi a farlo, Ah ma con la fantasia ho viaggiato in tutto il mondo, quello reale e quello irreale, e mi sono creata la mia isola-che-non-c'è che si autoalimentava grazie alle mie sconfinate letture e ad una insaziabile sete di scoprire e conoscere. Perché non dimentichiamocelo mai, come ci ha insegnato il grande Albert, la logica ci porterà da A a B ma l'immaginazione ci porterà dappertutto;)».

La bellezza e la gentilezza non sono mai abbastanza


Sarebbe davvero magnifico avere una bacchetta magica per fare incantesimi. Le fate coraggiose le incontriamo alla porta accanto e hanno il potere di fare diverse magie, senza super poteri o pozioni misteriose. Se Totta1964 avesse una bacchetta magica, che incantesimo farebbe?

«Vorrei portare nella vita di ognuno di noi un pizzico di Gentilezza e Bellezza, anche nelle piccole cose della quotidianità, perché non si vive di solo pane».

Miei cari naviganti e prosumers, siamo giunti alla fine del viaggio con la fata coraggiosa Totta1964. Se potete, salite a bordo di una decappottabile e, con il vento che vi soffia tra i capelli, ascoltate la sua canzone preferita: No more tears (enough is enough) di Donna Summer e Barbara Streisand. Se non avete la decappottabile, aspettate che sia sera, lasciate che la Luna estiva illumini il vostro cuore, mettetevi comodi sulla vostra sdraio e iniziate a viaggiare sulla vostra Isola che non c’è.












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