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La storia del Babà polacco nella storia di un'aspirante scrittrice

Cari naviganti e cari prosumer,
lo sapete che l'aspirante scrittrice Vittoria Benincasa, un po’ di tempo prima di optare per la famosa drastica soluzione pur di finire il suo romanzo nel cassetto, era anche impegnata in una lettura sulle origini del Babà?

Una delle protagoniste del romanzo fantasy Un punto nel cerchio del tempo preferisce la sfogliatella, ma è sempre stata affascinata dalla storia del Babà, tanto da volerlo inserire nella sua storia, quella che ha fatto nascere la sua Greta Le Clerc. L’interesse verso le origini di questo dolce campano è nato per puro caso, quando Vittoria stava pianificando una vacanza in Polonia.
Da curiosona qual è, si è messa a fare delle ricerche, finendo per caso nella storia di Stanislao Leszczinski, sovrano di Polonia dai primi del Settecento fino al 1735 circa. Vittoria Benincasa è rimasta colpita dal fatto che era un re molto goloso.
Si narra che il vivace Stanislao riuscisse a tenere alta l’attenzione solo mangiando qualcosa di dolce e che era anche molto rompi perché, nel senso letterale del termine, non si accontentava delle briciole; infatti, i servi della cucina non avevano una grande creatività ed erano incapaci di soddisfare i suoi capricci.
A proposito di farina, questa foto è farina di un altro sacco
Il top del top dei dolci, per usare il gergo di Vittoria Benincasa, era il Kugelhupf, che Stanislao il re rifiutava perché troppo secco e poco piacevole al palato. Calcolate che il caro Stanislao amava le bevande che andavano dritte 'int'a cap 'e morte (sì sì, quelle che appaiono anche in “Un puntonel cerchio del tempo”); con questa espressione si indicano gli  alcolici e il vino forte e sembra che, durante l’ennesimo episodio di capricci e rimproveri con un inserviente che gli aveva servito il solito dolce sgradevole, per errore, il re Stanislao lanciò il vassoio contro una bottiglia di Rum e nacque il vero dolce over the top; infatti, il Rum bagnò il dolce rifiutato rendendolo morbido e dandogli una colorazione più dorata, che piacque così tanto al re da fargli ritrovare il buon umore.
Non è mica finita qui. Vittoria Benincasa ha approfondito la ricerca scoprendo che si trattava del Babà, così chiamato perché, Stanislao, che amava leggere, si ispirò al mitico Alì Babà, uno dei personaggi del suo libro preferito, Le Mille e una Notte.
Allora, Napoli che cosa centra? L'aspirante scrittrice Vittoria Benincasa aveva molto da fare, incluso terminare la sua storia, ma la curiosità era così forte che ha deciso di arrivare fino in fondo scoprendo che la figlia del goloso e capriccioso Stanislao era la moglie di Luigi XV di Francia; quindi, è probabile che, dopo essere stato assaggiato dai Francesi, il Babà sia poi giunto nel palato degli abitanti di Napoli durante la presenza degli stessi Francesi alla fine del Settecento.
Vittoria Benincasa è giunta a conclusione che i Napoletani hanno adottato il Babà perfezionandolo nella ricetta e nella classica forma con l’aggiunta di panna e altre creme.  Volete sapere in quale pagina di Un Punto nel Cerchio del Tempo compare il Babà? Cliccate qui.


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