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L’amore di una mamma per un figlio. La fata coraggiosa Gabriella Schiavone


Cari naviganti e cari prosumer,
Una delle immagini che trovate sulla pagina FB di Gabriella Schiavone
conoscete il detto i figli so’ pezzi ‘e core? In queste poche paroline si racchiude il senso profondo dell’amore di una madre per un figlio e, aggiungerei, anche dei papà. Nella nostra vita possiamo conoscere tante forme di amore, ma quella che proviamo quando diventiamo genitori ci permette di comprendere l’immenso e infinito bene che provano per noi la nostra mamma e il nostro papà. In punta di piedi, vi racconto la storia della fata coraggiosa Gabriella Schiavone, esempio dell’amore di una mamma per un figlio.
Lei non posta dolci, condivide la dolcezza di una mente rosa che ha positivamente sfruttato le potenzialità del mondo virtuale e delle parole per guidare suo figlio, un meraviglioso ragazzo con disturbi dell’apprendimento e attentivi, in ogni momento della vita.
L’incontro tra noi due è avvenuto per caso, quando ho trovato la condivisione del suo concorso letterario in un gruppo facebook dedicato agli scrittori. Gabriella è una madre che ogni giorno si batte in nome dell’amore per suo figlio e, da qualche anno, lo condivide attraverso la scrittura creativa. 
Come in una fiaba che mette i protagonisti di fronte alle prove da superare attraverso gli indizi, un giorno, per caso, Gabriella ha trovato un racconto scritto da suo figlio, decidendo di inviarlo al concorso letterario Una città che scrive; chissà, forse era un segno del destino perché suo figlio non solo è stato ammesso nella rosa dei finalisti, ma ha persino vinto il primo premio.
Dopo aver scoperto questa storia meravigliosa, la scintilla è scoccata immediatamente e ho deciso che anche Gabriella doveva essere una fata coraggiosa e così è stato. Le ho chiesto di immaginarsi davanti a un famoso specchio delle fiabe e di raccontarmi come e quando ha iniziato a divulgare il suo messaggio d’amore attraverso il Web:

«la mente che ha fatto nascere il mondo virtuale dietro alla nuova sezione sulla dislessia del concorso letterario è quella di una mamma che non si arrende ad una società che si ostina a vedere solo il lato negativo della diversità. Se avessi uno specchio magico parlante vorrei sentirmi dire che posso farcela, che - anche se non sono una persona famosa - posso riuscire, nel mio piccolo, a produrre un cambiamento e contribuire alla nascita di una nuova cultura delle pari opportunità».


Il coraggio delle fate si trova nelle parole…

Esistono tanti modi per dimostrare il coraggio. Una donna che rinuncia ai propri sogni per andare incontro a un futuro sicuro non è coraggiosa? O lo è chi lotta per realizzare i propri obiettivi? Pensiamoci un attimo. Siamo abituati a ripeterci di non mollare, di credere fino in fondo in ciò che desideriamo, almeno così ci hanno insegnato. Peccato che è stato saltato un passaggio fondamentale, ovvero capire che credere nei propri sogni non significa affatto tuffarsi alla cieca contro i mulini a vento o tuffarsi in una piscina senza acqua. Credere nei propri sogni equivale alla capacità di perseverare in ciò che si ama fare, ricercando allo stesso tempo un porto sicuro che ci permetta di avere un oceano di possibilità per vivere felici.
Gabriella mi ha insegnato che non bisogna fermarsi davanti al primo successo, ma servirsene per trovare il coraggio di arrivare ancora più lontano:
«Ho poi scritto una lettera aperta a Donna Moderna per poter condividere e dare un messaggio di speranza alle tante famiglie di ragazzi che, come mio figlio, vivono purtroppo una quotidianità fatta soprattutto di difficoltà. Il passo successivo è stato creare, assieme a Giovanni Nappi fondatore del Premio Letterario, per l'edizione 2018 una sezione dedicata a “Dislessia e dintorni” per dare a tutti coloro che lo desiderano (bambini e ragazzi con DSA e BES, genitori e familiari, insegnanti, amici e chiunque voglia esprimersi al riguardo) uno spazio per dare voce alle esperienze vissute, anche non in prima persona, e speranza a chi presenta questi disturbi».   

Un guerriero coraggioso può smuovere un esercito. Se un esercito condivide gli stessi ideali, cambia il mondo
Quante volte sentiamo dire che l’unione fa la forza? Deduco tante. Aggiungerei, se siete d’accordo, che questa forza deve pur avere un centro motore dal quale far partire le rivoluzioni che io chiamo dolci ma intense. Le armi di queste rivoluzioni sono l’amore e le emozioni, la gioia di condividere una soluzione con chi ha i nostri stessi disagi, un filo di speranza che possa fare luce nei momenti oscuri. Gabriella mi ha detto:
«Ogni volta che vedo qualcosa che mi emoziona e penso possa essere utile ad altre persone con una sensibilità affine alla mia o quando, insieme ai miei figli, trovo qualche strategia utile la condivido sul mio profilo pubblico FB(@GabriellaSchiavone_DSA) perché credo profondamente nel potere delle reti di persone, persone che si aiutano reciprocamente e che crescono confrontandosi in maniera non polemica. Come donna mi dà coraggio pensare alle tante incredibili pioniere che in ogni campo si sono battute per affermare i diritti e le pari opportunità».




Una fata coraggiosa non trasforma la zucca in carrozza, ma trasforma la sua sensibilità in comprensione del prossimo

Immaginate di essere seduti sul divano. Siete soli.  In casa non c’è nessuno. Il vento che spinge le tende è l’unico a tenervi compagnia. Tra le mani avete il vostro libro preferito, lo state letteralmente divorando. Ad un tratto, le pagine si trasformano in una porta e sentite i personaggi del libro che vi invitano a entrare perché sarete protagonisti della storia per un giorno. Chi vorreste essere? Rispondete nei commenti e fatemi sapere. 
Intanto, ecco che cosa mi ha detto Gabriella:
«Mi piacerebbe avere per un giorno il dono di Rose Edelstein, la protagonista del libro L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender, che ogni volta che assaggia qualcosa riesce a capire dal sapore che sente le emozioni provate da chi lo ha preparato. Un mondo fantastico e fiabesco dove l’empatia ha un ruolo centrale e dove alla fine ognuno dei personaggi impara ad affrontare il mondo con i suoi misteriosi e magici poteri».

L’importante non è vincere, è partecipare. E se invece il vostro blog diventasse uno dei più popolari del Web?
Negli anni Venti, in diverse parti del mondo, l’aspirazione massima delle persone era avere dei possedimenti terrieri. Fino agli anni Sessanta sono andate di moda le ragazze da marito, tra gli anni Ottanta e Novanta il top della vita era diventare ricchi e famosi con i cinque minuti di celebrità o facendo le rock star, dagli anni 2000 in poi sono arrivati i talent show e, oggi, pian piano, alla fine del 2017, la nuova ambizione è diventare delle Webstar. Che cosa ne pensa Gabriella?
«Io credo che ci sia bisogno di leggere cose positive, piccole strategie utili ad affrontare i problemi di tutti i giorni, suggerimenti di eventi, libri e iniziative in grado di aprire la mente, se possibile anche divertendo».

Facciamo un passo indietro. Anzi no, facciamo un salto con la fantasia: ci troviamo in un’era non ben definita e il Web non è mai esistito. A quali successi ambiscono gli individui? Gabriella mi ha detto:

«Proverei a scrivere dei  libri di diverso genere: manuali con le varie metodologie creative inventate per supportare i miei figli nei compiti a casa; album dove raccolgo immagini, citazioni e suggestioni di quello che mi colpisce; diari tragicomici con i resoconti delle lotte e delle conquiste quotidiane».



Oh, un nuovo like. Oh, la mia foto piace. Oh, e se invece pensassimo a condividere contenuti utili?
I social network sono come un guardaroba da riempire con gli abiti più belli, che a seconda delle occasioni sfoggiamo per piacere agli altri. In altre parole, i contenuti che condividiamo sono sempre indirizzati a qualche destinatario. Che siano dieci persone o un pubblico più vasto, i nostri post sono rivolti a chi ci segue, agli amici virtuali e così via. Quanto è giusto affermare che l’autorevolezza si ottiene solo con i like?
«Indipendentemente dal numero dei like, questo è quello che ho sempre cercato di fare e che cercherò di fare anche nel futuro, è puntare sui contenuti, sulla qualità e sull’onestà delle informazioni che veicolo».


Ci paragonano ai fiori. Noi siamo querce che danno ossigeno alla vita: siamo donne, siamo fate coraggiose…
«Le donne hanno un’energia vitale importante che forse la natura ha dato loro proprio in considerazione dello speciale ruolo di accudimento di cui le ha investite. Questa forza, psicologica e fisica, le donne la usano nella maggior parte dei casi per sostenere coloro che amano. Quando riescono ad usarne un po’ anche per se stesse e per gli ideali in cui credono allora possono davvero fare grandi cose, non solo per affermarsi ma anche per migliorare la società e lasciare il segno».



Addormentarsi e risvegliarsi a New York mangiando ciambelle e sorseggiando un caffè lungo. No, forse meglio il caffè nostrano. L’importante è viaggiare con la mente, con il cuore o con un biglietto di sola andata verso la felicità. I viaggi mentali e reali secondo Gabriella:

«Il viaggio per me parte sempre dall’emozione. Io sono una persona molto istintiva, se qualcosa mi colpisce la scarica di adrenalina porta subito in viaggio nel mio corpo l’idea da cui è nata e improvvisamente mille sinapsi, associazioni di pensiero, stimoli a fare si palesano e mi portano a percorrere nuove avventure. Dal punto di vista letterale invece per me il viaggio ideale è quello nelle grandi metropoli come New York, luoghi per me sempre ricchi di cose da fare, cibi da gustare, spettacoli e mostre da vedere e persone con abitudini differenti da osservare».




Che magie può fare una fata coraggiosa per migliorare la vita vera, quella lontana dai sogni incantati?
Nessuna era è stata tanto incerta come quella che stiamo vivendo. Tutto è veloce, rincorriamo qualcosa ogni giorno ma non sappiamo esattamente che cosa. Sentir parlare di coppie che festeggiano le nozze d’oro e d’argento fa rumore, fa notizia perché pochi solo coloro che riescono ad amarsi una vita intera. Trascorriamo la nostra vita spettacolarizzandone ogni istante, mettendo da parte le fragilità che ci rendono esseri umani dotati di emozioni autentiche. È un’era questa che ha bisogno di un incantesimo fatto di realtà, di concretezza e di amore verso il prossimo. Gabriella mi ha detto:
«Io penso che le fate coraggiose siano semplici donne come tutte le altre che, per circostanze della vita e temperamento personale, comprendono quanta forza hanno e capiscono come possono utilizzarla per sé stesse e per gli altri. Se potessi davvero utilizzare tutta la mia forza (e quindi in questo senso fare un incantesimo) lo farei dare davvero pari opportunità a tutti, nella scuola, nel lavoro e nella vita».

 
La fata coraggiosa Gabriella Schiavone mi ha detto: «citami la frase più bella del tuo libro, quella in grado di crearmi la curiosità di andare a comprarlo e leggerlo tutto». 
Cara Gabriella il tuo desiderio è più che esaudito. Ti mostro un estratto del mio libro "Un punto nel cerchio del tempo" dove puoi trovare più di una frase che può stuzzicare il tuo interesse. Clicca qui.







Oltre le apparenze ci sono mondi meravigliosi abitati dal binomio S + F: serenità e felicità.
Il viaggio nel mondo virtuale della fata coraggiosa Gabriella Schiavone finisce qui con un importante insegnamento: non bisogna mai aver paura di chiedere aiuto. Mentre meditate sul significato di aiuto, vi lascio in compagnia della canzone che rappresenta il blog della nostra fata coraggiosa: Mad World dei Tears for Fears…

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