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La montanara che non manca mai negli stuzzichini di un’aspirante scrittrice

Cari naviganti e cari prosumer,
sapete che la montanara è uno dei cibi fritti preferiti di Vittoria Benincasa? C’è una sequenza di “Un punto nel cerchio del tempo“ dove ne gusta una con molto appetito, indovinate quale?
Mentre ci pensate, vi svelo qualche curiosità su questa tipologia di pizza, che nel nome contiene tutta la sua origine. Dovete infatti sapere che si dice montanara perché tanto tanto, ma tanto tempo fa, i contadini che vivevano sulle alte montagne, si concedevano una ghiotta pausa pranzo con delle pagnotte di pane insaporite con un pizzico di pomodoro, formaggio e basilico.
Oggi la montanara è una pizza prima fritta e poi infornata, la cui storia ben si lega a quella della pizza fritta diventata famosa con il film L’oro di Napoli. Questa pizza, buona quanto quella classica al forno, è l’apoteosi dell’ingegno dei napoletani che, durante il dopoguerra, vivendo in condizioni di carestia e povertà, adattarono l’impasto a una tecnica di cottura diversa. Sapete però perché Vittoria Benincasa è molto affezionata alla pizza fritta montanara e anche io? Perché è un esempio di che cosa significa creatività: dare vita a nuove cose con ciò che già esiste. È proprio ciò che hanno fatto i napoletani che, usando gli ingredienti base della pizza, ben pensarono di friggerla anziché infornarla così da non dover necessariamente pensare anche alla farcitura.
“Un punto nel cerchio del tempo” è nato in punta di piedi come la pizza fritta, che pur con pochi mezzi a disposizione, ha voluto con tutte le forze diventare un libro e, ad oggi, lo è grazie a quella bellissima invenzione che si chiama self-publishing; allo stesso modo, così come la pizza è sì rotonda ma non di forma perfetta, questo libro è un libro, ma non è perfetto perché è stato scritto con le sole forze della sua autrice.
Oggi quando si tratta di pizza a Napoli siamo i numeri uno e quando prepariamo quella fritta non ci lasciamo mai sfuggire un ripieno con mozzarella, pomodoro, prosciutto o dei buonissimi cicoli; quando prepariamo la montanara, abbondiamo e la accompagniamo a una buona frittura all'italiana.
Ora, immaginate una scrittrice come Vittoria Benincasa che si gode questo buon cibo, oggi anche street food, mentre prova a dare anima e corpo alla turista francese Greta Le Clerc. Già avete fame? Se la risposta è sì, avete due possibilità: mangiare una montanara o una pizza fritta classica oppure cliccare qui e divorare le pagine di Un punto nel cerchio del tempo; se lo fate, lasciate una recensione e, prima di condividerla, leggete le note dell’autrice che trovate nella descrizione.

Intanto, auguro a tutti voi buone feste.
Alla prossima lampadina,

La fata uncina.

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Credo di aver compreso in pieno il significato della paura che ostacola il corso delle cose. Se penso a quanto tempo ho lasciato le protagoniste femminili Greta Le Clerc e Vittoria Benincasa chiuse in un freddo hard disk, mi chiedo perché non ho fatto prima la scelta di cui vado fiera.  Si dice che non impariamo solo dagli errori, ma anche dai piccoli progressi che facciamo.  Un punto nel cerchio del tempoè il mio piccolo grande passo verso una lunga serie di libri che ho deciso di pubblicare, di nuovo con self-publishing o con una casa editrice non lo so.  Quello che vi dico è che sarete felici di leggere o di regalare il mio libro perché è un genere di narrativa diverso. Anzi, sapete che nella fase iniziale avevo dei dubbi sul genere di collocazione? Poi, ho riflettuto…

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