Come scrivere un libro e non lasciarlo nel cassetto

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Come scrivere un libro e non lasciarlo nel cassetto




Cari naviganti e cari prosumer,

 siete dei booklovers e vi state chiedendo come scrivere un libro? Il feed del vostro Instagram è ricco di copertine di libri bellissimi, recensioni, nuove uscite e classici? Da diverso tempo avete avviato un manoscritto e siete in cerca di suggerimenti utili per terminarlo? Allora, quello che state leggendo potrebbe essere il post adatto perché, nelle righe seguenti, provo a spiegarvi in che modo concludere un progetto letterario e non lasciarlo nel cassetto.
Partiamo dal presupposto che qui, se c’è qualcuno che continua a non capirci molto, beh sono proprio io, nel senso che sono appena agli inizi  della mia avventura letteraria, se così si può chiamare. Quello che posso fare per aiutarvi è spiegarvi gli step che per me sono stati significativi  sia prima che dopo la pubblicazione del mio primo libro.
Sono certa che questo non è il primo contenuto che leggete su come scrivere un libro e ci tengo precisare che nemmeno io sono in grado di svelare la formula segreta per dare vita al manoscritto più bello di sempre e renderlo un best seller, anzi, se riuscite a scoprirla, fatemi sapere :P
Ciò che potete apprendere dalle mie umili parole deriva dalla mia personale esperienza di redazione di un manoscritto, incluse tutte le difficoltà. Mi auguro che, nel leggere quanto segue, possiate trarre giovamento e facilitare la pianificazione del libro dei vostri sogni.
Iniziamo? Direi di Sì:

      Il razionarillion: razionalità vs fantasia

Ogni aspirante scrittore prova almeno una volta a settimana a buttare giù idee innovative per un bel libro; spesso, queste idee vengono a trovare i cassetti della nostra fantasia durante i viaggi in treno, sull’autobus, mentre siamo alla posta a fare la fila, oppure quando stiamo contemplando la bellezza di qualcosa che ci ha colpito, per esempio un bellissimo panorama al tramonto che sembra indicarci l’indirizzo per l’Isola che non c’è (magari!). Al di là di tutto, non appena proviamo a sviluppare le idee, prima tutto ci appare magnifico e poi, pian piano, abbiamo la sensazione di avere la creatività strozzata. La ragione di questo disagio è dovuta all’ entusiasmo iniziale, che ci spinge a voler scrivere di getto tutto il nostro romanzo sin dalle prime fasi e che, in seguito, ci induce a mollare perché non sappiamo dove mettere le mani.
L’antidoto agli scherzetti dell’entusiasmo creativo si chiama razionalità. Sì, lo so che sembra strano parlare di razionalità in un blog che celebra il potere della fantasia, ma è la pura verità. Una buona storia si sviluppa pianificando e adottando la giusta razionalità per capire che cosa può o non può funzionare. Quindi, la soluzione ideale per non lasciar morire le potenziali idee che vi vengono in mente è di appuntarle per schemi, provando a creare dei collegamenti concettuali dai quali poter dare vita a un personaggio, a un fatto, a un evento e tutto senza fretta alcuna; dopo aver avuto la vostra lampadina, vi ritroverete a scarabocchiare e cancellare tante volte diversi spunti. Non temete! È normale, non siete soli, accade a qualsiasi scrittore, anche quelli più bravi del mondo.

      Dateci un taglio

Potrei dilungarmi, ma il messaggio sembra chiaro: quando iniziate a scrivere un libro, dateci un taglio. In altre parole, non abbiate paura di tagliare ciò che avete scritto, in particolar modo quando siete alle prime stesure; naturalmente, conservate i punti che avete tagliato in un file a parte, nel caso dovessero ritornarvi utili in un secondo momento.


Togliete gli occhi dai cellulari e alzateli al cielo


Nell’era digitale, dove tutto è social, tutto va condiviso, tutto va letto, consultato, cuorato e chi più ne ha più ne metta, sembra impossibile staccare gli occhi dal cellulare. Il punto è che ogni tanto fa bene ricordarsi che i soggetti delle bellissime foto che ammirate sui vostri social preferiti sono parte del mondo reale che vi circonda. Sarà un caso che i grandi scrittori del passato, vita vissuta a parte, abbiano scritto dei libri che sono diventati evergreen? Non credo. Si sono lasciati ispirare dai profumi, dai colori e dalle storie delle persone in carne e ossa; insomma, per scrivere una bella storia, o almeno carina, appetibile, che faccia viaggiare il lettore in un mondo immaginario che merita di essere esplorato, dovete (ri)cominciare a scrollare la realtà e non gli schermi dei vostri cellulari!


 Tempo batte tempo

Un libro si scrive diventando amici del tempo.  Quando scrivete un libro, dovete ragionare come se fosse un lavoro, anche se non lo è ancora e se nessuno ancora sa che ne state scrivendo uno. Quindi, stabilite tante piccole date di scadenza entro le quali ultimare un blocco di pagine o un determinato numero di capitoli e pianificate i giorni da dedicare unicamente alla stesura del vostro manoscritto, senza distrazioni!
Non potete pretendere di scrivere un libro e di voler fare vita mondana tra aperitivi, spiaggia, shopping e maratone di serie tv. Per quest’ultimo fattore, è stata dura anche per me e lo è ogni volta che scrivo, ma per raggiungere uno scopo, ahimè qualche sacrificio bisogna farlo; dunque, bilanciate i momenti da dedicare allo svago e quelli per lavorare al vostro romanzo nel cassetto.

Siate autocritici e fidatevi


Quando, cosa che vi auguro, raggiungete un corposo numero di pagine, fermatevi un attimo prima di continuare la vostra storia e rileggete tutto ciò che avete scritto. Consiglio suggerito  dai massimi esperti: leggete ad alta voce per individuare gran parte degli errori e, in seguito, correggete e tagliate senza pietà ciò che non gradite.
Notate che avete alcune carenze nello stile o nel lessico? Non buttatevi giù, ma ricorrete alla magia della lettura degli autori che ogni aspirante scrittore dovrebbe leggere! Del resto, se volte scrivere bene, dovete leggere tanto.
Infine, se ne avete la possibilità, quando siete giunti alla conclusione della vostra opera, prima di proporla a un editore (se ne avete la fortuna) o di autopubblicarla come ho fatto io, fatela leggere a qualcuno di cui avete piena fiducia per ricevere un parere onesto. Persino il mitico J. R. R. Tolkien affidava ai propri figli la prima lettura dei suoi manoscritti! E se lo faceva lui, mi sa che devono tutti J
Voi come vi organizzate per dedicarvi alla scrittura? Commentate!


A presto e alla prossima lampadina!

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