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Perché leggere Cappuccetto Rosso per sviluppare le abilità narrative



Cari naviganti e cari prosumer,
qual è la fiaba che ricordate più facilmente sin da quando eravate bambini? Esatto! Cappuccetto Rosso, ossia Little Red Riding Hood. Tranne pochissimi, tutti sono a conoscenza di questa bellissima e, a tratti, macabra fiaba dei Fratelli Grimm. Conoscerla è un grande vantaggio per chi ha l’obiettivo di mettersi alla prova come scrittore.
Ho ascoltato Cappuccetto Rosso per la prima volta quando ero piccolissima, con un audiolibro dedicato alle fiabe dei Fratelli Grimm. Sì. I racconti sono sempre stati parte di me sin dall’infanzia e credo di essere fortunata a poter condividere questo ricordo con voi; e vi racconterei volentieri dei miei primissimi approcci alla scrittura, ma evito di tediarvi e vado al dunque.
Leggere Cappuccetto Rosso, o altre fiabe simili (pensate a Pollicino o ai Tre porcellini) è molto importante per studiare la struttura base di ogni storia che intendete sviluppare e per esercitarvi nell’arte della narrazione. In questo celebre racconto che vede protagonista la tenera fanciulla che si addentra nel bosco per portare del cibo alla sua dolce nonnina, c’è un chiaro esempio della triplice struttura narrativa, vale a dire la parte iniziale, la parte centrale e quella finale; naturalmente, esistono tante altre storie, ma Cappuccetto Rosso credo, e non sono l'unica a dirlo (Dott. Storytelling docet), sia una delle più semplici.
Quali sono le tre parti, o meglio atti, di cui si compone Little Red Riding Hood?
  1. una tenera bimba detta Cappuccetto Rosso in virtù della mantellina rossa regalatale dalla nonna, un giorno riceve come ordine dalla madre di portare alla nonnina un po’ di focaccia e del buon vino, raccomandandosi di non far cadere nulla e di essere educata. Questa è la parte iniziale della storia, grazie alla quale il lettore conosce i personaggi principali e dove tutto sembra scorrere tranquillo e sereno; fingendo di non aver mai letto Cappuccetto Rosso, stoppando la lettura alla prima parte, si può sintetizzare dicendo che si tratta della storia di una brava bambina che obbedisce alla mamma e va a portare il pranzo (o la cena) alla sua amata nonnina e stop. È chiaro che una storia così non avrebbe senso, sarebbe un po’ come dire che la mamma di Sara le chiede di andare a comprare il latte per la nonna e basta, fine della storia;
  2. nella seconda parte, che gli esperti di narrazione chiamano “del conflitto”, veniamo a sapere che la nonna vive nel bosco. Qui le cose si complicano perché il lettore prende atto che non vi è certezza alcuna che la focaccia e il vino arrivino a destinazione né che la bimba torni a casa sana e salva poiché a complicare le cose ci pensa il lupo, l’antagonista della storia che vuole mangiare lei e che ha già mangiato la sua nonnina;
  3. nella terza parte, tutto si risolve grazie all’intervento del cacciatore, deduco sappiate perché, e vissero tutti felici e contenti. Se non ricordate bene la trama di Cappuccetto Rosso, la trovate su questo bellissimo portale ispirato alle fiabe dei Fratelli Grimm.

Che cosa potete imparare da questa struttura? Eccovi un piccolo banalissimo esempio:
  1. parte prima: Gaia vive felice con la famiglia in una ridente cittadina. Si è da poco laureata e ha già ottenuto un colloquio presso un’azienda di moda; l’appuntamento è alle 9,00 in punto e Gaia chiede la macchina in prestito a sua madre per arrivare con calma e puntualità;
  2. parte seconda: Gaia esce di casa alle 8,00 e spera di poter prendere l’auto della madre, ma scopre che ha le gomme bucate e così è costretta a prendere i mezzi pubblici. Arrivata alla stazione, viene a sapere che c’è uno sciopero e non tutte le corse sono assicurate. Sono già le 8.30 e Gaia fissa ansiosa il tabellone con gli orari, quando, improvvisamente, un piccione le lascia un delizioso ricordino sul tailleur. Riuscirà Gaia ad arrivare in orario al colloquio e a fare bella impressione, nonostante la giacca sporca e puzzolente?
  3. parte terza: Gaia incontra una ex collega di Università, che le offre un passaggio in auto e le presta una giacca pulita. Gaia arriva puntuale e presentabile al colloquio.


Come potete notare, la storia di Gaia è costruita con una struttura che prevede una parte iniziale, ossia la sua vita tranquilla da neolaureata pronta a tuffarsi nel mondo del lavoro; una centrale che la mette di fronte ad alcuni ostacoli: le gomme bucate dell’auto, lo sciopero dei mezzi e così via; parte finale, l'amica, ossia l'aiutante, la guida nella risoluzione del problema e tutto finisce bene.
Sarei felice di sapere come vi esercitate nella costruzione delle storie e se, come me, trovate utilissima la fiaba di Cappuccetto Rosso per incentivare le vostre capacità di scrittura.

Alla prossima lampadina!


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