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Frida Kahlo e l'autoritratto come forma di diario

L'immagine l'ho presa da qui 


Cari naviganti e cari posumer
se dovessi dedicare il mese di Luglio a una donna in particolare, non avrei dubbi sulla risposta: Frida Kahlo, una fata coraggiosa. Icona d’arte e  forza d’animo, nasce il 6 luglio 1907 in Messico, ma ha dichiarato a tutti di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana, evento al quale si sentiva molto legata.
Il fatto di aver cambiato l’anno di nascita la dice lunga sulla singolare personalità di Frida Kahlo e i suoi dipinti lo hanno confermato. Mai banali, mai egocentrici, mai nati per vezzo, seppur ispirati sempre al suo vissuto interiore ed esteriore, quasi come una sorta di diario fatto di pennelli e tavolozza, strumenti che le hanno permesso di esorcizzare passioni e sofferenze della sua movimentata vita, spesso trascorsa a letto a causa dei suoi problemi di salute.
Frida Kahlo è l’esempio di come trasformare persino il più atroce dei dolori in qualcosa di buono, proprio come ha fatto lei reagendo e lasciando emergere il suo brillante talento di pittrice.  Il letto, costante elemento delle sue giornate, è stato il mondo dove ha esplorato se stessa e l’arte iniziando a dipingere le parti del suo corpo e a produrre i suoi autoritratti, perché, dopo l’incidente del 17 settembre 1925,  il suo volto e il suo corpo erano la sola cosa che poteva vedere; probabilmente, se questa data non avesse segnato per sempre la sua vita, che lei ha spesso definito il giorno del suo funerale, forse avrebbe guardato alla vita con uno sguardo diverso, ma è certo che avrebbe ugualmente vissuto intensamente ogni attimo della propria esistenza, dove l’amore, soprattutto per il marito Diego Rivera, ha sempre avuto un ruolo di primo piano fino al giorno della sua scomparsa il 13 luglio 1954.


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